“Plastica, Biologia e Ambiente”
“Plastica, Biologia e Ambiente”
Venerdì 27 febbraio dalle 9, nell’aulario A del Complesso Universitario di Monte Sant'Angelo dell’Ateneo federiciano, la IV edizione
La plastica sicuramente è stata, ma lo è ancora, una risorsa utile ed economica, ma ha generato un inquinamento ambientale crescente nel tempo, solo con la divulgazione e la conoscenza, soprattutto tra le nuove generazioni, si potrà dare un reale contributo alla sua sostenibilità. E’ questa la convinzione degli ideatori dell’evento “Plastica, Biologia e Ambiente”, giunto alla IV edizione, che si terrà venerdì 27 febbraio 2026 a partire dalle 9, nell’aulario A del Complesso Universitario di Monte Sant'Angelo dell’Ateneo federiciano.
Nato nel 2023, da un’idea condivisa tra i docenti del Dipartimento di Biologia, Maria De Falco, Giulia Maisto, Luigi Rosati e Rosanna del Gaudio (referente dei percorsi Formazione Lavoro, ex PCTO), per promuovere e incentivare la diffusione della cultura scientifica e per sensibilizzare i giovani sulle tematiche della sostenibilità presentando i principali progressi compiuti dalla ricerca.
L’iniziativa, aperta al pubblico, ha da sempre previsto la partecipazione di studenti delle scuole superiori del territorio e si articolerà in una sessione plenaria in aula A7 e in sessioni pratiche nelle aule A5, A6 e A8.
La tematica sarà l’interazione tra la plastica e l’ambiente e le conseguenze che può generare sulla salute degli ecosistemi del nostro pianeta.
Interverranno per i saluti istituzionali, Antonio Pescapè, Delegato del Rettore all’Innovazione e alla valorizzazione delle Conoscenze; Piero Salatino, Delegato del Rettore all’Orientamento; Andrea Prota, Presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base; Giulia Guerriero, Presidente del Centro Interdipartimentale Ricerca Ambiente (CIRAM) che sostiene con il patrocinio morale l’iniziativa e Gionata De Vico, Direttore del Dipartimento di Biologia.
La mattinata si aprirà con l’intervento della giornalista Rai e inviata di Presa Diretta, Paola Maria Vecchia, autrice del libro-inchiesta “Mal di Plastica – Verità e bugie sul materiale che ha sommerso il mondo ed è entrato nel nostro sangue” (Edizioni Dedalo) scritto insieme a Daniela Cipolloni e Teresa Paoli, che ha vinto il Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2024 nella sezione Scienze giuridiche, economiche e sociali, tratto dalla docu-inchiesta “Plastica connection” della trasmissione Presa Diretta, di Rai 3, condotto da Riccardo Iacona.
A seguire, brevi interventi a più voci (Giulia Maisto, Maria De Falco, Luigi Rosati, Veronica Ambrogi, Ilaria Papa, Carlo Donadio) per illustrare i risultati più significativi degli studi di ricerca, delle analisi e le proposte per far fronte ai danni causati dalla plastica rilasciata in natura.
L’iniziativa, infatti, rientra nel quadro di manifestazioni di promozione dell’immagine del Dipartimenti coinvolti (Dipartimento di Biologia, Dipartimento di Ingegneria Chimica, dei Materiali e della Produzione Industriale - DICMAPI e Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e delle Risorse - DiSTAR) per sviluppare la cittadinanza attiva e anche per stimolare e concretizzare ulteriori sinergie tra l’Università e le aziende del territorio.
Parteciperà, infatti, come di consueto anche il dottore Antonio Pepe, responsabile agricolo dall’azienda “Nanometro Zero” che si occupa dello sviluppo agricolo innovativo a tutela dell’ambiente e del benessere: un’azienda totalmente biologica con una produzione estesa su circa centomila mq che parte dal seme fino ad arrivare al prodotto finito, esclusivamente in vetro, distribuito in gran parte nei paesi europei.
Una sua ulteriore attività è la progettazione e realizzazione di un percorso istruttivo ed educativo che accoglie ragazzi di molte scuole illustrando il ciclo virtuoso dell’azienda nell’ottica della piena sostenibilità e produttività.
Andrea Lorenzo Henry Sergio DETRY, cofondatore di una start-up chiamata “oniro” interverrà per illustrare il metodo innovativo, da lui ideato, per la produzione di oggetti di plastica “frizzante” che riducono l’impatto sull’ambiente della plastica convenzionale.