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Rituccia di Fortunato Calvino

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Con Fortunato Calvino torna Rituccia sulle scene: o meglio, dopo la Rituccia bambina in pericolo di morte, nominata ansiosamente nella notte tragica della "Napoli milionaria" di Eduardo, incontriamo ora la figura di una madre forte, che la morte ha risparmiato, e che oggi si ritrova a dover affrontare una nuova sfida. Il testo "Rituccia", scritto dal drammaturgo e regista Fortunato Calvino, sarà presentato mercoledì 10 giugno, alle ore 11.30, al Teatro Nuovo, per poi andare in scena il 15 e il 16 giugno, diretto dallo stesso autore e con la produzione e l'organizzazione della Prospet promozione spettacolo, nell'ambito del Napoli Teatro Festival Italia.Alla presentazione, che sarà condotta dalla giornalista Angela Di Maso, interverranno Patricia Bianchi, docente di Storia della Lingua Italiana alla Federico II, e Pasquale Sabbatino, coordinatore del Master in "Drammaturgia e Cinematografia. Critica, scritture per la scena e storia" presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Ateneo federiciano. Sarà presente anche l'intera compagnia, composta da cinque donne: Antonella Cioli, Antonella Morea, Laura Borrelli, Rosa Fontanella e Gioia Miale.

«Quattro sono le principali motivazioni – spiega Fortunato Calvino – che mi hanno spinto a scrivere "Rituccia": l'omaggio a Eduardo e al suo teatro, il monito contro la "guerra", la dedica alla donna e la passione per la mia città, per quella Napoli onesta, che rispetta le diversità e che sa accogliere chi fugge dalla violenza della guerra. Ho voluto così aggiungere ai miei precedenti testi teatrali dedicati a figure femminili anche "Rituccia", che arriva da un periodo storico oscuro di Napoli, quello appunto dell'ultima guerra. Ma questo testo non vuole essere solo uno sguardo al passato e alla storia della nostra città, che come tante altre, ha sofferto e ha pagato in vite umane una guerra ordita da altri. In "Rituccia" ho cercato anche di evidenziare l'appiattimento culturale attuale, la regressione di ampi strati sociali, lo smarrimento di quei giovani che, senza istruzione né lavoro e nell'indifferenza delle istituzioni, sono pronti ad essere reclutati dalla malavita organizzata».

La "Rituccia" di Fortunato Calvino è stata in qualche modo scrittura drammaturgica necessaria e già inscritta nell'esperienza culturale e personale dell'autore. Una prima versione del testo è stata pubblicata in "Scrittori per Eduardo" (Napoli, ESI, 2014), a cura di Patricia Bianchi (Napoli, ESI, 2014), in cui l'autore, tra l'altro, racconta del suo incontro folgorante con Eduardo in occasione di una rappresentazione di "Napoli milionaria". «In questa "Rituccia" – afferma Patricia Bianchi – si riconosce pienamente la cifra drammaturgica e stilistica più matura di Fortunato Calvino: grande intensità in una apparente semplicità di dialogo, scelte linguistiche orientate a una varietà di napoletano urbano contemporaneo e italiano reale e mai compiaciuta, l'allusione a un contesto "indicibile" ma concreto per la sua disumanità. In una fase iniziale sembra in primo piano la sofferenza dei ricordi di guerra di Rituccia, quasi un lamento velato dalla memoria. Ma il sapere istintuale della protagonista cerca di far capire che la guerra non è mai finita. Con il progredire dell'azione scenica, balza ferocemente in primo piano la ferita aperta della contemporaneità, con un vissuto dilaniato a tutti i livelli dalla violenza dell'illegalità e della camorra. "Rituccia" non è consolatoria, anche se a tratti è leggera e ironica, anzi ci forza a metterci in ascolto della drammaticità dei nostri giorni violenti che spengono il desiderio di felicità».

Il profilo di Fortunato Calvino, che ha iniziatol'attività artistica nel 1978 come teatrante e filmaker e ha firmato numerose regie teatrali, si è arricchito dagli anni Novanta con la produzione di una drammaturgia originale.

«Le opere di Fortunato Calvino – dichiara Pasquale Sabbatino – squarciano il velo di una città-mondo e di una condizione umana spesso ai confini, toccando il fondo della povertà, della diversità, della illegalità, della farsa di una classe politica che ha tradito il Paese. Da anni Calvino svolge laboratori di scrittura teatrale nel Master di "Drammaturgia e Cinematografia" e ha prodotto insieme agli studenti "Vite imperfette", "Passaggi obbligati" e "Pagine nere". Ha inoltre pubblicato"La Reggente"nel volume"La zona grigia. Scrittori per la legalità"(Guida, 2014), sempre a cura di Patricia Bianchi, e alcuni suoi testi sono consultabili nel sito Biblioteca digitale sulla camorra e cultura della legalità».

Per informazioni e contatti:

Prospet promozione spettacolo

Email: prospet@gmail.com

http://www.facebook.com/prospet/info

Master in Drammaturgia e Cinematografia

Email: infocriticateatrale@unina.it

Link del sito: www.drammaturgiacinematografia.unina.it/

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