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Microplastiche e croste nere presso il Parco della Reggia di Caserta
La Reggia di Caserta e la Federico II ad inizio 2025 hanno avviato una campagna di campionamento di microplastiche arodiffuse, combinata al campionamento di croste nere su sculture del Museo verde.
L'Istituto del Ministero della Cultura e il Dipartimento di Scienze Chimiche dell'Università degli Studi di Napoli Federico II, con i professori Alessandro Vergara e Marco Trifuoggi, in collaborazione anche con il Dipartimento di Biologia, con i professori Simonetta Giordano, Valeria Spagnuolo e Fiore Capozzi, hanno sottoscritto un protocollo d'intesa per condurre un monitoraggio ambientale e accertare l'eventuale correlazione tra le particelle di materie plastiche e le croste nere presenti sulle sculture del Parco reale.
La procedura di campionamento si basa su una metodologia di biomonitoraggio sviluppata nell'ambito del progetto PNRR CHANGES Spoke 5 e applicata alla Reggia di Caserta. Lo Spoke 5 del Progetto CHANGES ("Science and technologies for sustainable diagnostics of Cultural Heritage") alla Federico II è coordinato dal Professor Vergara del Dipartimento di Scienze Chimiche, e coinvolge vari Dipartimenti competenti sul tema.
L'attività in corso presso la Reggia di Caserta prevede l'analisi di alcune specie vegetali già presenti nel Museo verde, come pittospori e altri arbusti a foglia liscia, e di altre, i licheni, trapiantate appositamente nel Giardino Inglese e nel Bosco vecchio. Questi esemplari sono stati selezionati perché in grado di "catturare" il particolato atmosferico e quindi rivelare in esso la presenza di inquinanti, incluse le microplastiche.
Sotto la lente di ingrandimento del microscopio di chimici e biologi, quindi, si svelerà qual è l'impatto delle microplastiche sul Parco reale, nelle sue fasce boschive più interne e in quelle più prossime al perimetro cittadino. Le particelle rinvenute sui campioni saranno caratterizzate per accertare la loro natura, così come sarà valutata la loro presenza nelle croste nere che si sono formate sulle statue del Parco reale. Sarà dunque studiata l'eventuale correlazione tra le microplastiche trovate e gli effetti che esse sortiscono sulle opere scultoree che si erigono nel Bosco vecchio, lungo la Via d'acqua e nel Giardino Inglese.
La Reggia di Caserta, anche in cooperazione con l'Ateneo federiciano, sta operando su fronti diversi per una gestione eco-consapevole e sostenibile del patrimonio. Dai risultati di questa importante ricerca potrebbero scaturire interventi mirati di tutela e conservazione sia del patrimonio vegetale e che di quello storico-artistico.
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