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Lutto in Ateneo per la scomparsa del professore Catello Polito
È scomparso Catello Polito, professore emerito di Genetica della Federico II, figura di spicco nel panorama scientifico e accademico italiano, grande riferimento ed esempio dei genetisti federiciani.
Il Professor Catello Polito, nato il 31 gennaio 1942 a Castellammare di Stabia, si è laureato in Chimica con lode presso l'Università di Napoli Federico II nel 1965, dove ha intrapreso una brillante carriera nel campo della genetica molecolare. Il suo lavoro ha contribuito significativamente alla comprensione della regolazione genetica dello sviluppo e del differenziamento, con un'attenzione particolare alla determinazione del sesso e alla compensazione del dosaggio genico in organismi modello come Drosophila melanogaster e Ceratitis capitata.
Dopo un periodo iniziale di ricerca industriale, Polito ha ricoperto il ruolo di Professore Ordinario di Genetica presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, diventandone poi Professore Emerito nel 2014. È stato anche Direttore dell'Istituto di Genetica e Biofisica "Adriano Buzzati-Traverso" del CNR di Napoli, dove ha guidato numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali, applicando tecnologie innovative per il controllo biologico di insetti dannosi.
Il Professore Polito ha pubblicato numerosi articoli scientifici su riviste internazionali e ha contribuito alla formazione di generazioni di scienziati. Tra le sue ricerche pionieristiche spiccano gli studi sulla "magnificazione genica" in Drosophila melanogaster, un fenomeno che ha ampliato la comprensione delle dinamiche del DNA ribosomale.
Oltre al suo contributo accademico, Polito ha avuto un ruolo significativo nella vita politica e sociale della sua città natale, Castellammare di Stabia, dove ha ricoperto la carica di sindaco in due distinti periodi, dal 1993 al 1996 e dal 1997 al 2002. Durante il suo mandato, ha promosso progetti per il miglioramento delle infrastrutture urbane e la valorizzazione culturale.
Catello Polito lascia un'eredità fatta di impegno scientifico, dedizione alla formazione e servizio alla comunità. Il suo esempio continuerà a ispirare chiunque lavori per il progresso della conoscenza e il bene comune.
La comunità federiciana tutta si stringe intorno alla famiglia, agli allievi e ai colleghi tutti.
La camera ardente sarà aperta domenica 12 e lunedì 13 di mattina dalle 8.30 alle 12.30, in via Napoli 85 a Castellammare di Stabia.
Le esequie si terranno lunedì alle 15 nella Cattedrale di Castellammare di Stabia.
Redazione
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