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L'India delll'Impero britannico' in mostra a Milano
Una sequenza di cinquantaquattro riproduzioni digitali di stampe originali conservate dalla Società Geografica Italiana centrate sull'India coloniale dei primi decenni del Novecento.
Di questo consta la mostra fotografica "L'India dell'Impero Britannico – Il Subcontinente nelle immagini della Società Geografica Italiana" che si è inaugurata sabato 18 maggio 2013, presso la Casa di Vetro di Milano.
L'esposizione sarà aperta fino al 28 giugno 2013.
Cinquantaquattro riproduzioni digitali di stampe originali di proprietà della Società Geografica Italiana: non solo ritratti realizzati in studio, ma anche fotografie di monumenti storici ed edifici dell'epoca coloniale e immagini scattate nei primi decenni del ‘900 nelle città e nelle campagne indiane.
Un archivio di grande valore che intende testimoniare il passato di una nazione per lungo tempo privata della propria indipendenza.
Il Subcontinente indiano è colonia dell'Impero britannico dal 1857. Ma l'occidente ha cominciato a privare i regni indiani della propria indipendenza già a cominciare dal XVI secolo.
I primi a "saccheggiare" l'India sono i portoghesi che a colpi di cannoni stabiliscono le loro basi commerciali lungo le coste dopo aver circumnavigato l'Africa alla ricerca di una nuova via delle spezie. Li seguono subito dopo olandesi, francesi e infine gli inglesi. A rendere fragile l'India e quindi appetibile agli occhi delle potenze occidentali sono le rivalità tra i vari regni e gruppi etnici in cui è divisa.
La Casa di Vetro ospita un racconto, eseguito con spirito pioneristico, delle grandi città e della vita nelle campagne, dei monumenti e dei volti della società indiana, ma anche delle spedizioni esplorative e scientifiche sulle montagne dell'Himalaya.
Tra le immagini selezionate dal curatore Alessandro Perna, si scoprono gli scatti di cinque autori italiani: Gino Bandini, Maurizio Piscicelli, Antonio Sturla, Massimo Terzano e Giotto Dainelli.
L'Archivio fotografico della Società Geografica Italiana custodisce circa 200.000 fototipi (tra positivi, negativi, diapositive e cartoline). Si tratta per lo più di materiali rari, spesso inediti, relativi a contesti molto diversificati: l'arco temporale di riferimento è di circa 150 anni, dal 1866 ai giorni nostri. (C.Crispino)
Per informazioni:
www.societageografica.it
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