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Tra romanzo e storia: Maurizio De Giovanni torna in Ateneo
In questi ultimi anni, sui banconi delle librerie reali e virtuali e nelle grandi fiere editoriali internazionali, il vero protagonista è lui: Maurizio De Giovanni, classe 1958, napoletano, già direttore di banca, accanitissimo tifoso degli azzurri e autore di racconti su quell'epos dei nostri giorni che è il calcio; ma soprattutto inventore, appena cinque anni fa, del glorioso commissario Ricciardi: i cui romanzi - da Il senso del dolore a Vipera - hanno conquistato critica e pubblico grazie a una formula sapiente, che mescola la suspense del giallo classico e la profondità dello scavo psicologico, con in più un tocco di ‘paranormale'. Non è un caso che Einaudi, dopo aver acquisito da Fandango i diritti dei primi romanzi, abbia deciso di ripubblicare in edizione economica tutta la fortunata, nonché variegata, serie: in attesa che anche il commissario partenopeo, proprio come il suo amatissimo collega di Vigata, diventi un beniamino del piccolo schermo.
De Giovanni è anche il padrino di "Inchiostro digitale", l'innovativo concorso di scrittura per studenti indetto da Ateneapoli in collaborazione con l'Università degli Studi di Napoli Federico II: proprio in veste di testimonial è già intervenuto in ateneo, nei mesi scorsi, per svelare ai giovani allievi il segreto del suo formidabile e improvviso successo, ma soprattutto la formula per scrivere bene.
Originalissimo manipolatore della forma breve e acclamato romanziere ‘di genere', lo scrittore partenopeo è stato ospite, nel maggio dello scorso anno, del corso di Letterature comparate del professor Francesco de Cristofaro intorno a novelle, contes, short stories: suscitando l'entusiasmo dei convenuti in Aula Magna, De Giovanni ha raccontato in quale modo fortuito e impalpabile sia pervenuto, nel giro di una stagione, alla pubblicazione delle sue scritture, fino ad allora private. Poi, col tocco cordiale e avvincente che lo contraddistingue, accompagnando per mano i giovani nell'officina della forma breve, ha letto uno dei racconti più fulminanti e perturbanti che siano mai stati scritti: Sentinella di Fredrick Brown, storia di un soldato che, in uno sperduto pianeta a cinquantamila anni luce da casa, combatte nella trincea di una guerra interplanetaria contro una specie aliena. Brown fu così bravo da concentrare il colpo di scena e l'effetto di straniamento nell'ultimissimo scorcio del racconto, che rivelava al lettore di avere a che fare con un io narrante marziano.
De Giovanni tornerà sul luogo del delitto - ancora una volta per lanciare ai giovani la rigenerata sfida di "Inchiostro digitale" - giovedì 16 maggio alle 13, sempre nell'Aula Magna Piovani, a via Porta di Massa, a Napoli, nell'ambito del medesimo corso di Letterature comparate: ma stavolta non parlerà di prove rapide e fulminanti, giocate nello spazio breve di un racconto di mezza cartella; bensì dell'attitudine scientifica del romanziere, di come egli si prepari prima di cominciare la lunga maratona della narrazione lunga; di come si prepari non soltanto nella palestra del bello stile, ma anche studiando documenti storici, dentro gli archivi, le biblioteche, le emeroteche.
Il tema, proposto il mese scorso dal Direttore di Dipartimento di Studi Umanistici, Arturo De Vivo, è quanto mai opportuno: l'autore di Vipera incontrer&
agrave;, infatti, studenti che stanno lavorando sulle forme molteplici della narrazione, e in particolare sulla relazione che s'instaura tra romanzo e storia dapprima nel "secolo serio" delle grandi narrazioni borghesi, poi nelle riletture stranianti dell'immaginario postmoderno.
Ma l'incontro di giovedì 16 sarà aperto anche alla condivisione di altre esperienze, quella di uno dei vincitori di "Inchiostro digitale" dello scorso anno, Claudia Del Prete, che racconterà come ce l'ha fatta, e come questa vittoria ha cambiato il suo rapporto con la scrittura e, magari, con il mondo.
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