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Tra Italia e Argentina. Tradizione romanistica e culture dei giuristi
Da anni un gruppo di giuristi federiciani, dei settori del diritto romano e della filosofia del diritto, collabora con colleghi sudamericani in programmi di lavoro congiunti, che hanno già dato importanti risultati scientifici e hanno reso possibile una rete di ricerca su temi che vanno dalla tutela dei diritti umani (considerata anche nelle sue vicende storiche e nel suo profilo teorico) alla comune tradizione giuridica a base romanistica tra Italia e America Latina.
Due recenti progetti di ricerca, finanziati dal CUIA (Consorzio Universitario Italiano per l'Argentina, di cui la Federico II è parte), dedicati a "Cultura dei giuristi e linguaggio dei diritti" e a "Metodi scientifici, tradizioni e stili: l'impatto della cultura giuridica nei reciproci rapporti tra Europa e America Latina", a partire dal 2008, hanno consentito un confronto più serrato e la maturazione di linee di ricerca comuni. In questi giorni, a Buenos Aires, per iniziativa congiunta del CUIA e della Facoltà giuridica della UBA (il più prestigioso Ateneo argentino) si presentano i primi risultati di questo percorso.
A rappresentare la Federico II Carla Masi Doria, che come Direttore del Dipartimento di Diritto romano, Storia e Teoria del diritto ‘F. De Martino' (ora confluito nel Dipartimento di Giurisprudenza), ha avviato e guidato il lavori del gruppo internazionale di ricerca, i professori Giovanni Marino e Cosimo Cascione e il dottor Carlo Nitsch.
Nell'ambito delle attività previste è centrale la presentazione del volume 'Tra Italia e Argentina. Tradizione romanistica e culture dei giuristi', curato da Masi Doria e Cascione, appena pubblicato per i tipi di Satura Editrice. L'opera comprende venti contributi, di autori italiani e latinoamericani, non solo accademici, ma anche pratici.
Tra i napoletani, oltre gli studiosi già citati, si contano saggi delle dottoresse Valeria Marzocco e Valeria Di Nisio. Da parte argentina piace segnalare un contributo di Adriana Garcia Netto, tra le principali animatrici del progetto, che da poco è stata nominata come ‘fiscal' nella Cassazione di Buenos Aires, prima donna a ricoprire l'importante incarico.
La pubblicazione, che riprende il percorso di ricerca sviluppato lungo i progetti comuni, affronta le intersezioni culturali tra i due Paesi (e i due continenti) dalla prospettiva del diritto. Dunque, in primo luogo le comuni matrici nell'antico diritto romano e nella sua tradizione. Poi, gli influssi dei giuristi italiani su quelli argentini, sia in ambito dottrinario che giurisprudenziale. I nomi sono quelli dei ‘mostri sacri' della nostra scienza giuridica, da Scialoja, a Capograssi, da Betti a Solari, dal positivismo giuridico (specie in campo penalistico) a un Francesco De Martino tradotto in spagnolo proprio in Argentina, mentre in Europa infuriava il secondo conflitto mondiale.
Ma questa prospettiva non esaurisce i contenuti del volume, che contiene saggi dedicati al movimento ‘inverso', dall'America all'Europa, specie su temi (attualissimi) che incidono sul lessico concettuale giuridico-politico (soprattutto nei campi del costituzionalismo, dei diritti umani, dell'ambiente), e qualche interessante particolarit
à, come l'influsso del diritto napoletano (preunitario) sulla compilazione del Codice civile argentino negli anni sessanta dell'Ottocento. Temi interessanti, per un progetto di internazionalizzazione e di condivisione dei saperi che esporta l'Ateneo Federico II nel mondo e pone il confronto come modello di conoscenza.
Redazione
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