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Al professor Bruno Siciliano un prestigioso ERC Advanced Grant
Quando dal cuore dell'Europa arriva uno dei riconoscimenti più prestigiosi, a premiare una proposta scientifica di un gruppo di ricerca, incontenibili sono la gioia e la soddisfazione; perché il riconoscimento è un grant di ben 2,5 milioni di euro, perché l'ente erogatore è l'ERC European Research Council, e perché il progetto - unico finanziato sulla robotica nella call del 2012 - battezzato RoDyMan, Robotic Dynamic Manipulation, si colloca nella cosiddetta "blue sky research" e cioè nella categoria di progetti dai forti contenuti innovativi rispetto allo stato dell'arte. E allora l'entusiasmo non può che divampare all'interno del team di ricerca PRISMA che ha scommesso su qualcosa che ancora non esiste, e in chi, prima di tutto, ha scommesso e rischiato con sé stesso e poi con la squadra che ha formato: Bruno Siciliano, professore ordinario di Automatica presso il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e Tecnologie dell'Informazione, esperto di robotica noto in tutto il mondo.
Il progetto RoDyMan partirà il prossimo primo giugno per una durata di cinque anni e sarà amministrato dal Consorzio CREATE in collaborazione con l'Ateneo Federico II. Lo staff di ricerca PRISMA sarà potenziato da 4 assegnisti e 3 dottorandi che verranno reclutati nel primo anno di progetto.
Per comprendere l'elevata sfida di RoDyMan dal punto di vista scientifico dobbiamo partire dal presupposto che a oggi per un robot è ancora difficile poter replicare la destrezza delle capacità umane. Solo sfruttando e combinando la dinamica dell'oggetto con quella del robot, il sistema robotico potrà raggiungere lo scopo di manipolare l'oggetto nella maniera desiderata. Nella manipolazione dinamica le forze e le accelerazioni giocano un ruolo rilevante; queste, insieme alla cinematica e alle forze statiche e quasi-statiche, consentono di ottenere una completa descrizione del compito di manipolazione. Inoltre, la manipolazione non prensile di un oggetto estende i movimenti comuni al rotolamento, al lancio, alla spinta, al volteggio, etc. La complessità è ulteriormente accresciuta nel momento in cui si considerano oggetti deformabili e robot su piattaforme mobili.
Il dimostratore finale sarà un robot mobile con due braccia e due mani, un torso e una testa sensorizzata che eseguirà tutte le fasi di preparazione di una pizza. L'obiettivo non è quello di sostituirsi a ciò che è insostituibile come un bravo chef pizzaiolo napoletano, bensì quello di dimostrare come un robot possa arrivare a dei livelli di destrezza comparabili con quelli umani. Va da sé che il valore aggiunto di questa ennesima sfida scientifica rappresenta un passo fondamentale perché i robot siano sempre più funzionali non solo al mondo dell'industria, ma soprattutto per le applicazioni avanzate della robotica di servizio: in casa ad aiutare nelle faccende domestiche, nello spazio a esplorare pianeti, in operazioni di salvataggio, in sala operatoria e addirittura nei campi di gioco.
E ci sono ottime ragioni, e parliamo di progetti europei assegnatari di milioni di euro come PHRIENDS, DEXMART, ECHORD, euRobotics, AIRobots, SAPHARI, ARCAS e SHERPA, per rit
enere che Bruno Siciliano con il suo team PRISMA, anche con questo nuovo progetto, stia dando un forte contributo al cammino evolutivo della ricerca nel campo della robotica che vede i ricercatori napoletani competere ai livelli più alti nel panorama scientifico internazionale.
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