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stomatocitosi ereditarie
Le stomatocitosi ereditarie sono un gruppo di malattie rare (circa 1 famiglia ogni 50.000). In particolare, la stomatocitosi ereditaria con emazie disidratate (DHSt) è una rara sindrome pleiotropica e congenita caratterizzata da anemia emolitica, pseudoiperkalemia ed edema perinatale a ereditarietà dominante. Il grado di anemia è variabile ma di solito ben compensato, è presente macrocitosi ed aumento della concentrazione cellulare media di emoglobina. Lo striscio di sangue mostra una percentuale variabile di stomatociti. A lungo termine, lo stato di salute dei pazienti è compromesso dalle comuni complicanze dell'iperemolisi: calcoli biliari, sovraccarico di ferro, che tende a essere precoce e grave. La diagnosi definitiva si basa sulla deviazione a sinistra del gradiente osmotico della curva di ektacitometria e la particolare termodipendenza in vitro della perdita di cationi monovalenti resistenti all'ouabaina e alla bumetanide. La splenectomia è perentoriamente controindicata nella DHSt, perché si associa quasi inevitabilmente a complicazioni tromboemboliche. La pseudoiperkalemia può presentarsi anche in maniera isolata nella forma detta "Pseudoiperkalemia familiare isolata" (FP).
Più di dieci anni or sono il nostro gruppo aveva dimostrato che il gene responsabile della DHSt era localizzato sul cromosoma 16, mentre quello della forma FP sul cromosoma 2 e che si trattava di una malattia ad ereditarietà di tipo dominante e che quindi bastava una sola copia del gene mutato per sviluppare la malattia.
Partendo da queste premesse, il Prof. Iolascon e i suoi collaboratori hanno individuato i due geni causativi analizzando il DNA dei pazienti affetti con tecnologie innovative quali la next generation sequencing su tutto il genoma umano. I due geni sono detti PIEZO1 ed ABCB6, due trasportatori espressi sulla membrana cellulare, che funzionano da canali ionici che trasportano ioni essenziali per la vita della cellula ed in particolare per la funzione del globulo rosso. Gli studi funzionali condotti dal gruppo del Prof. Iolascon in collaborazione con gruppi internazionali quali, Università di Harvard Boston, gruppi francesi ed inglesi hanno permesso di caratterizzare la funzione dei due geni in modelli eritroidi e in modelli di Xenopus.
I due geni in questione permetteranno molti avanzamenti in campo diagnostico e terapeutico. D'ora in avanti sarà infatti possibile offrire un test genetico diagnostico oppure test prenatali sul feto per diagnosticare le forme di anemia più gravi con edema perinatale. Da ora in poi sarà possibile con un prelievo di sangue stabilire chi è affetto ed evitare pericolose splenectomie.
Gli studi sul ruolo che questo gene ha nella formazione dei globuli rossi, potranno fornire anche delle basi per la comprensione migliore di come queste importanti cellule vengono prodotte e indicare possibili farmaci per manipolarne la produzione.
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