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I Fratelli Bembo e i Tarocchi alla Pinacoteca di Brera
Sono quarantotto e sono tarocchi. A partire dal XVIII secolo, inizialmente soprattutto in Francia, i tarocchi sono stati usati a scopo divinatorio e sono diventati lo strumento più utilizzato nella cartomanzia. In precedenza secondo fonti ancora non verificate, i tarocchi furono creati per un gioco di carte didattico, in particolare la sequenza dei trionfi fu pensata per l'insegnamento della dottrina cattolica.
Preambolo a parte, famosi ne sono, per l'appunto 48. Quarantotto carte del mazzo di tarocchi braidense, detto Brambilla dal nome della famiglia milanese che l'ha posseduto nel corso dell'Ottocento e di buona parte del Novecento.
La mostra "I Tarocchi dei Bembo. Una bottega di pittori dal cuore del Ducato di Milano alle corti padane" sarà presente fino al 7 aprile 2013 presso gli spazi della alla Pinacoteca di Brera di Milano
Il mazzo Brambilla, realizzato dalla bottega cremonese di Bonifacio Bembo tra il 1442 e il 1444 circa per il duca di Milano Filippo Maria Visconti, è stato acquistato nel 1971 dallo Stato per la Pinacoteca, grazie anche all'interessamento dell'Associazione Amici di Brera e dei Musei milanesi.
La mostra, curata da Sandrina Bandera e Marco Tanzi, presenta una scelta campionatura di opere che intende fare il punto sull'affascinante produzione artistica della famiglia cremonese dei Bembo, protagonista, tra Lombardia ed Emilia, del delicato passaggio dalla cultura gotica cortese, e internazionale, a quella rinascimentale.
I fratelli Bembo, attivi alla corte milanese e nelle principali corti padane, attraversano quarant'anni di storia del ducato con ruoli da protagonisti: Bonifacio, alla guida della bottega cremonese, è il preferito dei duchi di Milano, Ambrogio è il suo collaboratore prediletto mentre Benedetto, più giovane e Gerolamo sono, invece, i beniamini dei feudatari padani, come i Pallavicino a Busseto e a Monticelli d'Ongina e i Rossi a Torchiara.
Per delineare le singole identità, ma anche il filo che unisce l'attività di questa genia di artisti cremonesi, sono presentate alcune opere significative: codici disegnati e miniati, tavolette da soffitto e dipinti su tavola.
La bottega (o le botteghe) dei Bembo rappresentano un modello esemplare del fervore culturale che anima, dalla metà del Quattrocento, Cremona, scelta nel 1441 per celebrare il matrimonio tra Bianca Maria Visconti, unica erede del ducato più importante dell'Italia settentrionale, e Francesco Sforza, fondatore della nuova dinastia.
Nel segno delle nozze ducali si intrecciano, simbolicamente, i vecchi e i nuovi orizzonti culturali: la tendenza milanese a un visione gotica propriamente internazionale, proveniente da Michelino da Besozzo, con uno sguardo più moderno, aggiornato sulle novità portate da Masolino e in più in generale dall'influenza più espressiva in arrivo da città come Padova e Ferrara. (C.Crispino)
Per informazioni:
www.brera.beniculturali.it
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