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Decifrazione della grafia proto-elamica: numerosi i progressi

Decifrazione della grafia proto-elamica: numerosi i progressi

L'elamitico è una lingua estinta, parlata dagli antichi Elamiti. Attraverso i secoli si svilupparono tre diversi sistemi di scrittura elamitici, tra cui c'è quella più antica conosciuta: la scrittura proto-elamitica.

Il proto-elamitico si sviluppò intorno al 3 mila a. C. e, assieme a quella sumerica, fu una scrittura effimera: durò appena 150 anni da quando comparve nella regione di Elam (antico nome biblico dato al territorio che oggi corrisponde alla parte sud-occidentale dell'Iran). Poi svanì nel nulla.
 
Di questa grafia si sa infatti poco e niente: oscure sono le popolazioni che la utilizzarono, i caratteri e persino la lingua delle iscrizioni. A tutti gli effetti è il più antico sistema di scrittura indecifrato mai conosciuto.

Oggi si conservano un migliaio di segni di questa antica grafia che si ipotizza fosse logografica. Ma il mistero che la avvolge sta per svanire.
Tra le grafie ancora da decodificare, la proto-elamitica custodisce le testimonianze più antiche in assoluto.

I ricercatori dell'Università di Oxford e dell'Università di Southampton hanno sviluppato un nuovo sistema denominato Reflectance Transformation Imaging (RTI) per il progetto degli Antichi Manufatti Documentari (Ancient Documentary Artefacts fondato dal Consiglio dell'Arte e della Ricerca umanistiche del Regno Unito e dalla Fondazione di Andrew W. Mellon per catturare le immagini di alcuni di più importanti documenti storici del mondo.

La più importante collezione al mondo di tavolette risalenti al proto-elamitico è custodita a Parigi, al museo del Louvre.

Il metodo utilizzato dal team di Oxford consiste nell'inserimento delle tavolette di argilla in un sistema RTI capace di usare 76 luci fotografiche separate per catturare ogni solco e ogni angolo delle preziose tavole.

La procedura di RTI prevede l'applicazione di metodi fotografici per caratterizzare la superficie. Tali informazioni sono tradotte in un'immagine composita digitale che descrive, per ogni pixel, la cromia e la morfologia superficiale del soggetto indagato.

La tecnica ha la capacità di documentare in modo scientifico e inequivocabile il colore e la reale morfologia tridimensionale delle superfici in un unico documento di facile lettura. Tutto lo studio è stato pubblicato sul sito di uno dei più importanti giornali di scienze online: "Science Daily". (C.Crispino)


Per informazioni:

www.sciencedaily.com


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