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Riparte il Premio Napoli

Riparte il Premio Napoli

A seguito della nomina ricevuta lo scorso aprile dal Sindaco di Napoli, il nuovo presidente Gabriele Frasca ha per prima cosa chiarito la funzione che, durante il suo mandato, intende assegnare al Premio, ampliandone e specificandone la sua denominazione in «Premio Napoli per la lingua e la cultura italiana». Una decisione, questa, presa non tanto per rinchiudersi negli angusti ambiti della propria nazione, quanto per rilanciare l'Italia nel mondo. Ma anche e soprattutto un gesto teso alla salvaguardia di un patrimonio, quello italiano, che se da un lato rischia sempre più di trovare i suoi detrattori proprio tra coloro che dovrebbero rappresentarlo, dall'altro è innegabilmente e a pieno titolo tra i patrimoni culturali fondativi della cultura europea. Riscoprire e rivalutare questo ruolo rientrerà in maniera decisiva tra i compiti del Premio e nella missione di diffusione culturale della Fondazione.

In linea con la rivalutazione del patrimonio culturale e linguistico italiano è da intendere anche il ripensamento delle sei sezioni del Premio che alle consuete categorie di «Narrativa», «Saggistica» e «Poesia», affianca a partire da questo anno le più innovative: «Traduzione», «Ibridi letterari» e «Libri per bambini e ragazzi». Esse meritano un po' di attenzione.

Altra novità dell'edizione 2012 è rappresentata dall'inequivocabile e nuova «politica culturale pubblica» in merito alla partecipazione e alla possibilità di voto al Premio. Uno dei tratti distintivi del Premio, infatti, è stato, da molti anni a questa parte, la formazione dei "comitati di lettura" e la loro possibile formazione "autogenerativa". Se si voleva diventare lettore di comitato o anche coordinatore di un comitato in via di formazione, se ne aveva facoltà facendo esplicita richiesta alla Fondazione, la quale automaticamente procedeva alla formalizzazione dell'incarico. La Fondazione provvedeva altresì a fornire ai lettori copie di libri finalisti. Nulla più di tutto ciò, o meglio un gran ridimensionamento. La Nuova Formula del Premio rivede, infatti, e limita tale struttura: non più di cento lettori per ogni gruppo di lettura per le tre sole sezioni di Narrativa, Saggistica e Poesia la cui candidatura è libera ma la cui effettiva partecipazione è affidata a un'estrazione pubblica in presenza di un notaio. Per le altre tre sezioni «Traduzione», «Ibridi letterari» e «Libri per bambini e ragazzi», si è provveduto invece alla formazione di gruppi di lettura specifici e coordinati dall'Istituto Universitario Orientale di Napoli per la «Traduzione», dalla Scuola media inferiore di Acerra "M. Ferrajolo" per i «Libri per bambini e ragazzi», e dall'Accademia di Belle Arti per la sezione degli «Ibridi letterari». Tutti questi gruppi andranno a costituire parte della Giuria Popolare, in realtà ben più vasta dei soli gruppi di lettura.

E veniamo così alla politica culturale pubblica della nuova Formula del Premio. Principale novità è il coinvolgimento delle Biblioteche municipali e della Biblioteca Nazionale, nel meccanismo di votazione e nella partecipazione agli eventi del Premio. Chiunque potrà dunque recarsi in una delle biblioteche del circuito municipale, ritirare la coppia di opere finaliste di una delle sei sezioni e, all'atto della riconsegna, esprimere il proprio voto di preferenza. In questo modo finalmente si realizza per la prima volta, quantomeno i
n linea ideale, l'effettiva partecipazione al Premio dell'intera cittadinanza, senza più l'esosa necessità della formazione dei comitati di lettura. A una politica di allargamento della partecipazione alla Giuria Popolare si accompagna dunque un altrettanto preciso principio etico sulla spesa pubblica: «il denaro pubblico non può che tornare alle istituzioni pubbliche».

Altra novità sostanziale è costituita dai gemellaggi che la Fondazione ha istituito, il primo con il Fondo Manoscritti degli Autori Moderni e Contemporanei dell'Università Di Pavia, il preziosissimo bacino di autografi della tradizione letteraria italiana, fondato nel 1969 da Maria Corti; il secondo con la Fondazione Archivio Diaristico Nazionale Premio Pieve di S. Stefano, che dal 1984 premia e conserva i diari, le memorie e gli epistolari degli italiani.

Il lavoro della Fondazione, dunque, non si esaurisce affatto con l'organizzazione e le attività del Premio e trae invece la sua linfa dalla diffusione e dallo stimolo permanente della cultura nell'intera regione. Da qui l'intento di espandere gli appuntamenti e le occasioni di riflessone comune in diverse sedi della Regione e con partners diversificati. Si parte quest'anno con il M.A.R.T.E., la Mediateca Arte Eventi di Cava dei Tirreni, e soprattutto con l'iniziativa triennale del Forum dei Bisogni: mangiare, bere, abitare che sull'onda della cattedra inaugurata da tre anni al Collège de France «Saperi contro la povertà», intende affrontare e mettere a tema le questioni più scottanti dell'attualità e soprattutto di un presente che si fa giorno dopo giorno, soprattutto per la Regione Campania, i cui ultimi dati ne fanno la regione più povera d'Italia, un'emergenza di cui è bene cominciare a raccontarsi e raccontare.


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