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Inno alla felicità: da oltre venti anni 'Don't worry, be happy'
Nel settembre del 1988, Ermanno Olmi riceve il Leone D'oro alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia con 'La leggenda del santo bevitore' ma nello stesso mese esce tra le hit mu sicali del momento 'Don't Worry, Be Happy', canzone scritta, prodotta e cantata da Bobby McFerrin, famoso cantante jazz statunitense.
In quell'anno, il 1988, il singolo divenne la prima canzone a cappella a raggiungere la vetta della Billboard Hot 100, e tenere quella posizione per due settimane. L'anno successivo, durante la cerimonia dei Grammy Awards, 'Don't Worry Be Happy' vinse i riconoscimento come 'canzone dell'anno', 'disco dell'anno' e 'miglior performance maschile pop'.
Il titolo della canzone è una citazione di una celebre frase di Meher Baba, maestro spirituale indiano. L'asceta utilizzava spesso l'espressione "Don't worry, be happy" ("non preoccuparti, sii felice") quando guidava i propri seguaci verso l'ovest. In seguito, negli anni sessanta, questa famosa frase di Baba fu utilizzata in varie cartoline e poster dell'epoca. Nel 1988, Bobby McFerrin notò uno di questi poster e ispirato dalla semplicità e dall'efficacia di tale espressione, McFerrin scrisse il suo celebre brano.
Una canzone capace di portare allegria e buonumore, non c'è che dire. Qualche parola da canticchiare, il ritmo che spinge a ballare; un vero e proprio "inno alla felicità" da oltre 20 anni. Dietro questo piccolo capolavoro della musica si nascondono ingredienti che hanno lo stesso potere di un medicinale per l'umore.
Smontando il brano di McFerrin, Maria Popova, direttrice del giornale on line statunitense 'Brain Pickings', ha svelato le 'potenzialità' del testo che trasmette impulsi positivi al nostro cervello.
Nel testo, il cantautore della popolare canzone regala una serie di consigli preziosi. McFerrin scrive: "Nella vita quotidiana avete dei problemi, ma se vi preoccupate raddoppiano". Un consiglio semplice, quasi scontato, che però finiamo spesso per dimenticare.
C'è un altro punto della famosa canzone di McFerrin che ci ricorda quanto siano importanti i rapporti umani nelle nostre vite: 'Quando ti preoccupi chiamami, posso darti la felicità'. (When you worry call me. I make you happy).
Gli altri sono importanti nelle nostre vite e in 'Don't worry, be happy' si scopre quanto tristezza e depressione siano contagiose. La canzone spiega che quando si è preoccupati, si ha un viso teso e il malumore finisce col deprimere anche gli altri ('cause when you worry, your face will frown and that will bringh everybody down). Anche dispiacere e felicità si trasmettono da una persona all'altra.
Il giornale 'Brain Pickings' ricorda quanto sia importante per ognuno di noi puntare al buonumore e cercare di pensare positivo. In ultima analisi, un punto nodale su cui la canzone "riflette" è l'abbandono delle preoccupazioni. Le parole di McFerrin ne fanno quasi un profeta. L'autore è riuscito a dimostrare che di solito diamo troppa importanza all'impatto negativo degli eventi che ci coinvolgono. Proprio come succede nella canzone di McFerrin: 'Non ti preoccupare, passerà presto, qualsiasi cosa sia (Don't worry, it will soon pass. Whatever it is)".
Il vivere meglio e più a lungo parte da una vita sana e regolare ma se accompagnato dal giusto sound, e dal mix di ritmo e divertimentostrong>, la qualità del vivere va sicuramente a beneficiarne. (C.Crispino)
Per informazioni:
www.brainpickings.org
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