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Scoperto il pianeta extrasolare più simile alla Terra
Un massa pari a tre volte quella della Terra, distante venti anni luce ed è stato ribattezzato "gemello della Terra": l pianeta Gliese 581g è il pianeta extrasolare più simile alla Terra tra quelli finora scoperti, il primo sul quale potrebbero essersi create le condizioni per la vita. Secondo gli scienziati il pianeta è nella "fascia di abitabilità" della stella: si trova cioè a una distanza tale da Gliese581 da lasciar supporre la presenza di acqua allo stato liquido e condizioni ambientali favorevoli allo sviluppo e alla sopravvivenza di forme di vita.
Come si può evincere dal suo nome,il pianeta orbita intorno alla stella Gliese. Ciò che lo rende più interessante rispetto a tutti gli altri pianeti extrasolari è proprio la distanza dal suo sole: l'energia che lo raggiunge renderebbe apunto possibile la vita sulla sua superficie.
La scoperta di Gliese 581g è stata pubblicata sulla rivista Astrophysical Journal ed è stata possibile grazie ad un gruppo di astronomi dell'Università della California a Santa Cruz e della Carnegie Institution di Washington che hanno individuato il pianeta attraverso l'osservatorio astronomico Keck delle Hawaii, uno dei più grandi strumenti ottici del mondo.
Ad oggi sono stati scoperti quattrocentonovanta pianeti al di fuori del nostro sistema solare che orbitano attorno a circa quattrocentoventi stelle, ma nessuno finora aveva caratteristiche idonee a sostenere la vita. Molti di essi infatti, sono gassosi e giganteschi, altri troppo vicini o troppo lontani dalla stella madre perché l'acqua, elemento fondamentale per la vita così come la conosciamo, possa scorrere liquida. Gliese 581g invece, si trova alla distanza giusta, ha un periodo di rivoluzione di circa 37 giorni e le sue temperature medie di superficie sono comprese fra -31 gradi e -12 gradi.
Gliese è una nana rossa, una stella che è circa cinquanta volte più debole del nostro sole. La sua massa indica che molto probabilmente si tratta di un pianeta roccioso con una gravità abbastanza intensa da trattenere un'atmosfera.
Data questa scoperta, le probabilità che ci siano forme di vita nello spazio aumentano e anche la futura consapevolezza che potremmo non essere soli.(C.Crispino)
Per informazioni:
www.iopscience.iop.org
www.universityofcalifornia.edu
Redazione
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