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Il difficile lavoro dell'archeologo tra indagine scientifica e mistero
Volge al termine l'edizione 2009 di Come alla corte di Federico II, ciclo di incontri nati sei anni fa con il proposito di parlare di scienza in termini divulgativi, rivolgendosi non solo a una platea specializzata ma anche al grande pubblico. E sempre buona è la risposta degli spettatori che, da ormai sei anni, partecipano numerosi agli incontri organizzati dal Coinor e dal professore Luciano Gaudio, responsabile della manifestazione, a cadenza mensile.
Giovedì 18 giugno alle 20.30 spetta a Giovanna Greco, docente della Scuola di Specializzazione in Archeologia della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Ateneo, chiudere questo sesto ciclo con una lezione dal titolo "Il mestiere dell'Archeologo".
Affascinante il tema scelto dalla docente che analizzerà questo mestiere partendo dalla letteratura che, nel corso dei secoli, ha descritto questa fascinosa professione.
"Tutta la letteratura ha costruito, intorno alla figura dell'archeologo, un'immagine di romantico isolamento – commenta la professoressa - ben espressa in un dipinto di De Chirico del 1937 dove l'archeologo solitario è un personaggio inquietante che ‘scava dentro di sé' e la passione per gli studi archeologici era già stata analizzata da Freud, come una sorta di fuga dalla realtà".
Ma molto della figura romantica dell'archeologo che nell'immaginario collettivo si è andata stratificando è da attribuire alla cattiva divulgazione intorno al mestiere stesso dell'archeologo.
"Probabilmente, da parte degli archeologi – l'autocritica della docente - c'è stata un'incapacità a comunicare la complessità della disciplina archeologica, le problematiche che stanno dietro alla scoperta e gli strumenti metodologici che consentono, dopo un lungo processo di analisi, l'identificazione del reperto".
Più a uno scienziato che a una romantica figura alle prese con sensazionali scoperte è da associare dunque il mestiere dell'archeologo che, sostiene la professoressa, "assomiglia molto più a quello di un indagatore scientifico con le sue tabelle di dati, i riscontri, le seriazioni, le tipologie. L'indagine archeologica è una pratica interpretativa; il reperto è un frammento di una realtà materiale, un testo da leggere; monumenti, oggetti, immagini sono parti di un libro da interpretare per coglierne il significato e tentare di capire il modo di vivere di quel determinato gruppo umano, le strutture politiche, quelle economiche e sociali, quelle ideologiche e culturali: in breve, ricostruire la storia dell'uomo".
Un lavoro di carattere scientifico, dunque, che ha a che fare con la catalogazione, con le date e con i numeri, ma che conserva sempre intatto il suo più grande fescino: quello di contribuire a tracciare la storia dell'uomo.
Come per la scorsa edizione, l'incontro di chiusura di Come alla corte si terrà nella sede dell'Orto Botanico di Napoli, in via Foria.
Per motivi organizzativi, è necessario confermare la presenza inviando la scheda di registrazione reperibile sul sito via fax al n. 081-2537590 oppure via e-mail all'indirizzo prenotazione.allacorte@unina.it (A. Migliaccio)
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