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Briciole di pane
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Guerre meteorologiche, l'inquietante realtà
"Il primo tentativo di guerra meteorologica fu messo in opera dagli americani, nella seconda guerra mondiale, durante il bombardamento delle città tedesche di Amburgo e Dresda: in seguito agli incendi provocati dalle bombe al fosforo, le intense correnti ascendenti di aria rovente determinarono un fortissimo richiamo di venti dalle zone circostanti che raggiunsero la velocità di 200 km/h causando effetti rovinosi.
Durante il conflitto vietnamita, gli americani con il progetto "Popeye" tentarono con oltre 2.500 missioni aeree di inseminare le nubi con ioduro d'argento al fine di incrementare le piogge nelle zone dove passavano i rifornimenti ai vietcong.
Secondo Ohmura, direttore dell'Istituto di ricerca climatologia di Zurigo, la guerra meteorologica potrebbe articolarsi con scenari di volta in volta differenti: deflagrazioni nella stratosfera di ordigni contenenti biossido di carbonio e metano in grado di produrre una coltre di particelle finissime che riesce ad oscurare il Sole e ad indurre la morte per congelamento del nemico a terra; impieghi di armi laser indirizzate sul deserto per surriscaldare l'aria e provocare devastanti tempeste di sabbia; esplosioni di miscele speciali sotto la superficie del mare per causare un maremoto con onde alte trenta metri in grado di annientare qualsiasi unità navale e porti nemici, per centinaia di chilometri; armi a microonde per creare un fittissimo pulviscolo e una cortina per mettere fuori uso le apparecchiature radar".
(Tratto da Il Napoli, 24 novembre 2007)
Prof. Adriano Mazzarella
Responsabile Osservatorio Meteorologico Università degli Studi di Napoli Federico II
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