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La vera pizza napoletana: quando gola e salute vanno a braccetto

La vera pizza napoletana: quando gola e salute vanno a braccetto

È uno dei piatti più diffusi al mondo. Ma è soprattutto un'icona della città di Napoli, dove quest'alimento vanta il marchio STG, ovvero Specialità Tradizionale Garantita.
Sono otto gli articoli recitati dal Disciplinare per la Definizione di Standard Internazionali per l'Ottenimento del Marchio "Pizza Napoletana STG" emanato nel 2004 dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Ingredienti, preparazione, farcitura, cottura, conservazione, nulla è lasciato al caso.

Le origini della pizza sono antichissime. Già nel VI secolo a. c., i soldati persiani al seguito di Dario il Grande stendevano la pasta usata per il pane sui loro scudi e vi aggiungevano del formaggio prima di cuocerla. Il termine "pizza" compare in Italia nel 997 all'interno del Codex cajetanus di Gaeta.

La vera pizza napoletana nasce, però, solo nel XVI secolo, dopo la scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo nel 1492. Dalla nuova terra, il navigatore genovese porta in Europa la pianta di pomodoro. Dalla Spagna, dove viene usata a scopo ornamentale, la pianta giungerà a Napoli nel 1596. Tra il ‘700 e l'800 la città si riempie di pizzerie.

In data 1889, il pizzaiolo Raffaele Esposito prepara una nuova pizza in onore della regina Margherita, moglie di Umberto I di Savoia, in visita a Napoli. Una pizza con pomodoro e mozzarella, guarnita per l'occasione con foglie di basilico fresco. Un tocco di verde che si aggiunge al rosso e al bianco a rappresentare il tricolore italiano. Nasce così la pizza Margherita.

La pizza è un alimento completo, che racchiude in sé i principi della dieta mediterranea. Fornisce un apporto equilibrato di grassi, proteine, carboidrati, fibre, sali minerali e vitamine. "Esistono moltissime varietà di pizza, per cui non è possibile stabilirne con precisione le proprietà nutrizionali. Proprietà che dipendono dalla qualità e dalla quantità dei singoli ingredienti" puntualizza Sergio Pacini, presidente dell'Associazione Biologi Nutrizionisti Italiani (ABNI). "In generale, la pizza fornisce una buona dose di carboidrati e proteine ed un corretto apporto di lipidi equamente distribuiti tra grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi". E non solo. La ricchezza di antiossidanti naturali, presenti nel pomodoro (beta carotene e licopene), nell'olio extravergine di oliva (vitamina E e polifenoli) e nel basilico (beta carotene), fa della pizza un alimento cardine nella prevenzione di malattie cardiovascolari e tumori.
Una pietanza, dunque, salutare e alla portata di tutti, o quasi.

"La pizza tradizionale non può essere consumata dai soggetti celiaci – aggiunge Pacini – le persone intolleranti al lattosio, invece, possono mangiarla purché non siano aggiunti mozzarella o formaggio". Esistono, comunque, pizzerie in cui anche i celiaci possono deliziarsi con una pizza preparata con farina priva di glutine. Inoltre, la Festa della Pizza, che si svolge ogni estate a Salerno, mette a disposizione dell'Associazione Italiana Celiachia un forno a legna dedicato esclusivamente alla preparazione della pizza per celiaci.

La pizza, come poche altre cose, sposa la golosità con la salubrità. Tanto di cappello, dunque, alla portabandiera della dieta mediterranea e della tradizione della nostra bella Napoli.

Dr.ssa Valeria Filardo



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