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Breathing underwater: i moderni sistemi di respirazione subacquea

Breathing underwater: i moderni sistemi di respirazione subacquea

Respirare sott'acqua, un po' come volare, è una delle grandi sfide del genere umano. Ad andare incontro ai limiti naturali dell'uomo, altrimenti insuperabili, sono tecnologia e ricerca. E allora, come i sistemi moderni possono migliorare i sistemi di respirazione subacquea?

"Ci sono due ostacoli principali da considerare quando si parla di respirazione subacquea – risponde il professore Franco Garofalo, docente del Dipartimento di Ingegneria e Sistemistica dell'Ateneo – Il primo, di origine fisica, è relativo alle leggi che regolano il comportamento dei gas inspirati dal tuffatore in ambiente iperbarico. Il secondo ha un'origine chimica: il processo metabolico di respirazione limita la mobilità del tuffatore, soprattutto rispetto alla massima profondità raggiungibile e alla velocità permessa per riemergere in superficie".

Delle risposte che la tecnologia offre a questi due ostacoli naturali si parlerà mercoledì primo novembre alle ore 18 ai Magazzini del Cotone di Genova nel corso della conferenza dal titolo Breathing underwater (Respirare sott'acqua), tenuta dal professore Garofalo. L'incontro è inserito nella lunga lista di appuntamenti previsti per il Festival della Scienza di Genova, evento che, iniziato il 26 ottobre con una conferenza di presentazione che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del rettore e presidente della CRUI, Guido Trombetti, vede impegnata la città ligure in una no-stop lunga dieci giorni sui temi scientifici.

"Sarà, la mia, una conferenza dall'impostazione rigorosamente scientifica ma dal carattere divulgativo", commenta il professore Garofalo. Il suo intervento, che esaminerà l'evoluzione tecnologica dell'autorespiratore (SCUBA) dall'urna di Aristotele ai moderni e sofisticati sistemi gestiti dai computer, sarà infatti accompagnato dalle immagini di Roberto Rinaldi, uno dei più famosi fotografi subacquei che ha lavorato nella sua carriera anche con Jacques Yves Cousteau, il famoso oceanografo francese.

Il professore dell'Ateneo farà luce sullo stadio di avanzamento della ricerca nel campo specifico della tecnologia dei dispositivi subacquei, presentando i risultati degli studi che vedono impegnati i ricercatori di Sincro-Lab (gruppo diretto dallo stesso Garofalo che ormai da diversi anni si occupa della ricerca rivolta alla modellistica, all'analisi e al controllo di sistemi non lineari, reti e processi sia in ambito teorico che applicativo).

Tra le idee nate dallo stesso gruppo, il MUSC (Microcomputer for Underwater breathing-System Control) una vera e propria centralina elettronica "intelligente" cui affidare funzioni assai rilevanti ai fini della sicurezza delle immersioni subacquee: con un solo computer è possibile gestire i vari dispositivi necessari durante un'immersione di farli interagire tra loro al fine di renderne più efficace il funzionamento. Il progetto è stato presentato all'edizione 2005 dello Smau ed è tra i progetti vincenti del Premio Nazionale per l'Innovazione. (a.m.)


Per informazioni:

www.festivalscienza.it


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