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Albert Einstein e la morfologia celebrale della genialità

Albert Einstein e la morfologia celebrale della genialità

Fu lo stesso scienziato tedesco a "donare", dopo la sua morte avvenuta all'età di 76 anni nell'aprile del 1955, al mondo della ricerca scientifica il suo cervello, evitando che fosse cremato come il resto del suo corpo.
Gli studiosi avevano già reso noto che si trattava di un encefalo fuori dal comune perché più grande del 15% rispetto alla media e perché contenente un maggiore numero di cellule neuronali.

Ora una recente ricerca, condotta dalla Unidad de Neurobiologia Aplicada di Buenos Aires e dal Medical Center dell'Università del Mississippi, ed apparsa il mese scorso sul sito internet della United States National Library of Health (Pubmed), ha rivelato altre novità. Confrontando il cervello di Einstein con quello di altri 4 uomini della sua stessa età, è emerso che oltre ai neuroni più numerosi della media sono anche astrociti e terminali interlaminari, cellule direttamente correlate alla capacità di reagire agli stimoli esterni ed elaborare informazioni. Il principale intento degli studiosi a questo punto è quello di comprendere, effettuando ulteriori confronti, se tali caratteristiche sono effettivamente uniche e distinguono la genialità dalla normalità o se è possibile riscontrarle in altri individui senza dare luogo ai medesimi risultati, ossia senza trasformarli in uomini capaci di rivoluzionare dalle fondamenta l'intero universo scientifico.

Alfonsina Incertopadre
Allieva MasterCodis



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