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Briciole di pane
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Briciole di pane
I babycervelloni ce l'hanno piccolo
Un articolo apparso pochi giorni fa su Nature è forse destinato a smentire la diceria della "testa d'uovo" prerogativa degli intelligentoni.
Il National Institute of Mental Health del Maryland (USA) ha analizzato 309 ragazzi sani nel loro sviluppo dai 6 ai 19 anni scoprendo che nella prima infanzia il cervello di quelli con un più alto QI sarebbe molto più sottile di quello dei pari età titolari di un QI nella media. O meglio, sarebbe più sottile la corteccia cerebrale, quello strato di sostanza grigia che ricopre il cervello, avvolgendolo e aderendo ad esso come una pellicola da cucina, ossia adattandosi perfettamente ai solchi e ai rilievi delle sue circonvoluzioni. Questa pellicola avrebbe uno spessore molto variabile durante la crescita. Philip Shaw, responsabile del team di scienziati a cui si deve la ricerca, fa notare che nella prima parte dell'infanzia i bambini più intelligenti hanno uno spessore della corteccia molto minore.
Mentre poi lo spessore dei meno dotati decresce costantemente fino ai 19 anni, quello dei più dotati segue un saliscendi: all'inizio aumenta, raggiunge un picco intorno agli 11 e poi diminuisce. Dai 9 in poi i più dotati hanno una corteccia più spessa, ma nella fascia 6-9 anni hanno una corteccia sottiletta. "Quelli con corteccia più agile hanno una mente più agile", aggiunge Shaw, sostenendo dunque che, almeno durante l'infanzia, i cervelloni sono così chiamati – e beffati dai compagni di scuola– senza una motivazione fondata. Gli scienziati si aspettavano un risultato esattamente opposto.
Questa notizia potrebbe gettare benzina sul fuoco della discussione circa il nesso fra la forma del cervello e la sua funzionalità, esplorare il quale sta molto a cuore agli scienziati del settore. Secondo Elizabeth Sowell, neuroscienziata dell'Università della California a Los Angeles, non è ancora chiara quale sia la causa e quale l'effetto: "Non si riesce ancora a capire se un certo sviluppo del cervello sia dovuto a una certa intelligenza, o se una certa intelligenza superiore sia dovuta a un certo sviluppo del cervello".
Ma come sono stati esaminati i cervelli di tanti irrequieti bambini prodigio e non? La corteccia cerebrale è da sempre un succulento argomento di indagine medica, si ricordi in proposito la mappa di Von Economo (1925) ad esempio, ma secondo Elias A. Zerhouni, direttore del National Institutes of Health Studies , "grazie alla brain imaging technology possiamo oggi vedere tutti i differenti modi in cui il cervello degli individui si sviluppa".
Bisogna ringraziare quindi la tecnica non invasiva della brain imaging technology, in cui si monitorano in tempo reale, attraverso una scansione, quali siano i cambiamenti di livello di cellule attivate nelle reti neurali delle diverse aree del cervello durante una determinata attività. Questa tecnica ha permesso tra l'altro di scoprire che le abilità complesse (come quelle legate alla comunicazione) coinvolgono soprattutto la parte della corteccia in corrispondenza della fronte. Occhio ai colpi di testa, quindi. E non solo da bambini.
Stefano Pisani
Allievo MasterCodiS
Per informazioni:
stefano.pisani@gmail.com
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