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I giovani napoletani? Sono tradizionalisti e maturi

I giovani napoletani? Sono tradizionalisti e maturi

Come sono i giovani napoletani? A fornirci un quadro dettagliato, i risultati della ricerca realizzata dall'Osservatorio sui Giovani nato dalla collaborazione tra la Federico II, il Comune di Napoli,  la Provincia di Napoli e l'Istituto Iard Franco Brambilla e presentato al Castel dell'Ovo il 2 marzo.

A rispondere al questionario messo a punto dall'Osservatorio sui Giovani coordinato dal professore Lello Savonardo sono stati mille giovani con un'età compresa tra i 15 e i 34 anni che, attraverso un'indagine telefonica, affiancata da interviste face to face rivolte a un campione di 187 giovani, hanno risposto su una serie di interrogativi riguardanti l'istruzione e il lavoro, gli atteggiamenti e i valori di riferimento, i comportamenti e la percezione di sé, i consumi culturali e il tempo libero, il senso di appartenenza alla città e la valutazione dei suoi servizi.

A emergere è un universo composito e diversificato che la ricerca ha suddiviso per quattro macro aree. In ordine, i giovani napoletani sono raggruppati in quattro classi: tradizionalisti, progressisti, nichilisti e ottimisti ad oltranza.
La maggior parte dei giovani di Napoli e provincia emerge come tradizionalista (39.86%): giudicano criticabili fumare marijuana, andare a convivere, utilizzare materiale pirata e fumare. Considerano molto importanti i valori della pace, della famiglia, della solidarietà. Hanno poca fiducia nei politici e nei partiti mentre molta negli organismi sopranazionali come l'ONU o l'UE. Hanno un'elevata fiducia nei confronti dei sacerdoti, mentre i mezzi di comunicazione vengono considerati poco affidabili, ad eccezione dei giornali considerati più attendibili.

Il 29.87% dei giovani appartiene invece alla classe dei progressisti per un atteggiamento di apertura verso la realtà scientifica e sociale e di riformismo nei confronti delle istituzioni politiche e morali. Hanno bassa fiducia nei confronti dei gruppi politici e istituzionali sia nazionali che locali, nonostante ciò si definiscono interessati ai fatti della politica e dell'attualità. Non credono agli insegnanti, ai sacerdoti, ai militari e agli industriali mentre hanno fiducia negli scienziati e nei medici. Per quanto riguarda i valori famiglia, salute e amore sono anche in questo caso ai primi posti, mentre scarsa rilevanza ha il benessere economico a fronte di un'alta attenzione, invece, nei confronti dell'impegno sociale.

I nichilisti con il 17.28% rappresentano la categoria con maggiore sfiducia nei confronti delle istituzioni e delle professioni in generale, provano disgusto verso la politica, mentre mostrano interesse per il divertimento, lo sport, il benessere economico, la bellezza fisica e la carriera.

Ai nichilisti si contrappone il gruppo meno numeroso degli ottimisti ad oltranza (12.99%): alto livello di fiducia nei confronti di istituzioni, figure professionali, politica, giornali, di questi il 38% si definisce molto soddisfatto della propria vita attuale (contro il 24.78 % del campione intervistato). Ma paradossalmente i più felici sono per il 23.85% disoccupati.

E cosa chiedono tutti questi giovani all'amministrazione locale? Essenzialmente tre cose: aiuto nell'ingresso nel mondo del lavoro, lotta alla criminalità e agevolazioni per l'acquisto di una casa. E per migliorare la loro vita chiedono lavoro e aumento del reddito.
"Questi risultati – si legge nella ricerca - indicano una maturità nelle esigenze dei giovani napoletani, orientati verso il futuro e consapevoli, allo stes
so tempo, delle difficoltà di creare una nuova famiglia in assenza di una stabilità lavorativa. La forte percezione di precarietà e di incertezza nella sfera socio-lavorativa condiziona anche la fiducia sociale investendo, accomunandoli, il mondo della politica e dell'informazione, a conferma di un trend già avviato nel 2000"
. (a.m.)


Per informazioni:

www.giovani.unina.it


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