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Più caldo e meno piogge in Italia negli ultimi due secoli
Uno studio condotto dai ricercatori dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima (Isac) del CNR di Bologna ha chiarito la situazione climatica in Italia negli ultimi 200 anni: fa più caldo e piove di meno. Questo in sintesi il risultato della ricerca condotta grazie all'analisi di un database proveniente da oltre cento stazioni meteorologiche e pubblicata sulla rivista internazionale "International Journal of Climatology".
Dalla ricerca emerge una crescita della temperatura media di 1.7°C nell'arco degli ultimi due secoli. Il contributo più forte è dato dagli ultimi 50 anni, per i quali l'aumento è stato di circa 1.4°C. L'anno più caldo è stato il 2003: durante i mesi estivi si registrarono oltre 4 gradi in più rispetto alla media del periodo 1961-1990. L'anno più freddo, invece, è stato il 1816, noto alle cronache come "anno senza estate".
"Studiando l'andamento delle temperature minime e massime giornaliere", spiega Teresa Nanni dell'Isac-Cnr di Bologna, "si è osservato un aumento più forte nelle prime rispetto alle seconde. Se però si considerano solo gli ultimi 50 anni la situazione è capovolta, con le temperature massime che crescono più delle minime". Per quanto riguarda le precipitazioni si è registrato un calo del 5% ogni cento anni nella quantità totale annua.
"Fino a pochi anni fa non esisteva una banca dati climatologica di questo tipo per l'Italia, come lunghezza temporale e come disponibilità di dati", dice la ricercatrice. "Nell'ambito di diversi progetti nazionali ed internazionali, sfruttando principalmente gli archivi dell'Ufficio Centrale di Ecologia Agraria e degli Istituti Idrografici, sono state recuperate e digitalizzate le più lunghe serie climatologiche esistenti nel nostro paese". "Assieme ai dati, sono state raccolte anche tutte le notizie relative alla storia delle varie stazioni meteorologiche (spostamento delle stazioni, sostituzioni di strumenti, malfunzionamenti degli stessi)", spiega Michele Brunetti, anch'egli ricercatore all'Isac, "informazioni che si sono rivelate utili per l'‘omogeneizzazione' dei dati, necessaria per ‘ripulire' le serie meteorologiche da tutti i segnali di origine non climatica".
La ricerca non è conclusa: la ricostruzione del clima italiano proseguirà ancora in futuro, con la raccolta di nuovi parametri meteorologici quali la pressione atmosferica e la copertura nuvolosa. (e.f.)
Per informazioni: Teresa Nanni e Michele Brunetti - Isac-Cnr, Bologna
tel.051.63.99.624/623
t.nanni@isac.cnr.it. - m.brunetti@isac.cnr.it
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