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Antinfiammatori e gravidanza: relazione pericolosa

Antinfiammatori e gravidanza: relazione pericolosa

Gli antinfiammatori: un pericolo per i nascituri. È questa la conclusione cui arriva la lunga ricerca conclusasi dopo otto anni e messa a punto da tre medici italiani che invita le donne arrivate agli ultimi tre mesi di gravidanza ad evitare l'assunzione di nimesulide. Gravi i rischi che il feto può correre: in alcune circostanze si possono registrare gravi malattie al cuore e, in casi estremi, si può arrivare al decesso stesso del feto.

Bastano anche poche compresse di nimesulide perché una gestante possa fare correre seri pericoli di vita al proprio bambino. La scoperta è stata presentata a Bari in un congresso internazionale di studiosi impegnati nella diagnostica delle malformazioni dei bambini che stanno per nascere.

Gli autori della ricerca sono Maurizio Marasini, cardiologo pediatra del Gaslini di Genova, Paolo Volpe, esperto di diagnosi prenatale del Di Venere di Bari e il professore Dario Paladini del Dipartimento di Scienze ostetrico-ginecologiche della Federico II, esperto anch'egli di diagnosi prenatale.

La stragrande maggioranza degli antinfiammatori secondo questa ricerca crea problemi nel 90 per cento, per cui va limitato il suo uso ed eliminato negli ultimi mesi di gravidanza. Secondo i tre ricercatori "è fondamentale correre ai ripari al più presto possibile": il primo segnale del malessere del feto è una dilatazione della parte destra del cuore. Se si arriva a questo punto è necessario sospendere immediatamente la terapia farmacologica e, se la situazione non si ridimensiona spontaneamente, bisogna intervenire il prima possibile attraverso un parto cesareo per limitare al minimo i danni. Nel 70 per cento dei casi esaminati, comunque, gli effetti sul cuore regrediscono con la sospensione dell'antinfiammatorio. (a.m.)


Redazione

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