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Tell Barri, italiani scavano nei segreti siriani
Si tiene dal 24 al 25 novembre presso l'aula Piovani della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'ateneo federiciano il convegno su "Tell Barri: insediamento antico tra Oriente e Occidente" organizzato dalla cattedra di Archeologia e Storia dell'Arte del Vicino Oriente antico del Dipartimento di Scienze dell'Antichità della Facoltà di Lettere dell'Università degli Studi di Firenze e dalla cattedra di Archeologia Classica del Dipartimento di Discipline Storiche "Ettore Lepore" della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Napoli, nel corso del quale gli addetti ai lavori faranno il punto della situazione sui risultati della missione archeologica italiana a Tell barri in Siria.
Si tratta di un sito archeologico che riveste particolare importanza grazie alla continuità della sequenza di insediamenti in esso rinvenuti, i quali partono dal livello del XXVII secolo a.C. e giungono sino alla occupazione islamica dell'epoca immediatamente posteriare al regno di Saladino il Grande. Nel sito, sinora, sono stati rinvenuti un santuario del III millennio, palazzi reali dei sovrani assiri Adad-Nirari I risalente al XIII secolo a.C. e Tumulti Ninurta II databile al IX secolo a.C.
Ai lavori della Missione partecipano anche studenti dell'ateneo federiciano guidati dalla vicedirettrice della Missione, la professoressa Raffaella Pierobon Benoit, che cura l'indagine e lo studio relativo ai livelli successivi alla conquista di Alessandro Magno del Vicino Oriente.
Dei risultati della missione archeologica parliamo proprio con Raffaella Pierobon Benoit.
Professoressa, quale interesse riveste il sito di Tell Barri e quali scoperte potrebbe portare alla luce?
"Il sito di Tell Barri, oggi nella Siria di Nord Est, faceva parte in antico della Mesopotamia, e più precisamente di quell'area, compresa tra Tigri ed Eufrate, nota col nome di Giazira, densamente abitata per le favorevoli condizioni ambientali e climatiche - ora in buona parte modificate. L'interesse storico della regione è stato evidente agli studiosi fin dalla fine dell'800, con il conte Max von Oppenheim e negli anni trenta con l'indagine generale di Sir Max Mallowan (anche noto come marito di Agata Christieò), ma solo a partire dagli anni 80 si è avuto l'inizio di un'attività archeologica sistematica. Tra i primi scavi, insieme allo scavo degli archeologi inglesi a Tell Brak si colloca proprio quello di Tell Barri, sito scelto per la sua rilevanza durante il II millennio, per il regno di Mitanni".
Quali sono i risultati più significativi ottenuti dagli scavi?
Dopo che i primi saggi di scavo avevano confermato la ricca e prolungata sequenza storica dell'insediamento, che non si limitava, come avviene per molti tell della zona, ai periodi preistorici e protostorici, raggiungendo addirittura il Medio Evo, la ricerca si è focalizzata su temi specifici chesono andati ad affiancarsi all'indagine principale, destinata a precisare la sequenza di occupazione del sito. Si sono così individuate 17 fasi, ognuna caratterizzata da elementi di grande interesse: per il III millennio l'architettura religiosa, per il II quella funeraria, per il I quella palaziale. Dalla metà del I millennio, con l'affermarsi del potere achemenide, il sito sembra cambiare fisionomia, e, se imateriali rinvenuti fanno ancora riconoscere, ad esempio, la circolazione di beni di prestigio, mancano invece strutture che consentano ricostruzioni di più ampio respiro.Il quinto secolo a.C. segna quindi un momento importante di passaggio quanto meno nella storia di Tell Barri, che viene ad assumere, col passare dei secoli, sempre più una posizione di confine, politico e culturale, con
oscillazioni ora verso l'occidente (età ellenistica), ora verso l'oriente, (età partica). Il tema del confine, nelle sue molteplici accezioni, è argomento principale delle ricerche del gruppo della Federico II, generosamente accolto dal Direttore della missione di scavo prof. P.E. Pecorella (Università di Firenze).
Quale ruolo svolge la Federico II nella missione italiana in Siria?
Lo scavo è finanziato dal MIUR, dal MAE, dall'Università di Firenze, e dall'Università di Napoli. Si ha anche il sostegno di sponsors privati, tra cui si ricorda il contributo, non solo economico, del Maestro Giuseppe Sinopoli, attivo sostenitore, attraverso l'associazione Music for Archaeology, dello scavo di Tell Barri.Per quanto riguarda le notizie pratiche, lo scavo è proseguito quest'anno, fino al 3 ottobre, data di rientro a Napoli. Hanno partecipato ai lavori, per la Federico II, due laureandi, rispettivamente inArcheologia delle province romane e Metodologie e tecnica dello scavoarcheologico, e uno studente del Nuovo Ordinamento, del corso di laurea inArcheologia e Storia delle arti. (apis)
Per informazioni:
www.storia.unifi.it/_onr/Tell%20Barri/tellbarrihp.htm
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