Stagione 2026/2027 del Teatro di San Carlo
Stagione 2026/2027 del Teatro di San Carlo
Ad aprire il sipario il 2 dicembre 2026 sarà Luisa Miller di Giuseppe Verdi
E' stata presentata la Stagione 2026/2027 del Teatro di San Carlo che ruoterà intorno a un appuntamento di notevole rilevanza storica: il 290esimo anniversario della sua fondazione, avvenuta il 4 novembre 1737. È una ricorrenza che invita a ripercorrere le grandi epopee musicali che hanno segnato la vita del Massimo napoletano e a riflettere sul ruolo fondamentale che ha svolto nella storia della musica italiana e internazionale. In quasi tre secoli di attività, il San Carlo ha rappresentato, e continua a rappresentare, un laboratorio creativo e un punto di riferimento internazionale, lasciando un’eredità che continua a essere uno dei patrimoni più preziosi della cultura europea.
Valorizzazione della storia del Teatro e della tradizione musicale napoletana, impulso alla produttività, rilancio del Corpo di Ballo, ritorno delle tournée internazionali, rafforzamento del legame con il territorio, attenzione alla contemporaneità e presenza di grandi direttori, registi, coreografi, cantanti e solisti della scena mondiale sono i cardini della Stagione 2026/2027.
Il cartellone comprende 11 titoli d’opera e 6 produzioni di balletto. Tra questi due spettacoli fuori abbonamento: a dicembre il tradizionale Schiaccianoci durante le festività natalizie e a luglio 2027 Tosca all’Arena Flegrea. La stagione si completa con 14 concerti sinfonici e 17 concerti di musica da camera.
Tra i titoli d’opera, 5 saranno nuove produzioni. Il sipario sulla nuova stagione si alzerà il 2 dicembre 2026 con Luisa Miller, capolavoro composto da Giuseppe Verdi nel 1849 proprio per il San Carlo, qui restituito al pubblico in una nuova produzione firmata da Davide Livermore e diretta da Daniel Oren. A febbraio, i riflettori si accenderanno su una nuova lettura di Aida firmata da Serena Sinigaglia per la regia e Renato Palumbo sul podio, destinata a volare in tournée in Giappone il prossimo luglio. La primavera celebrerà invece il patrimonio culturale della città: in aprile, il regista Mariano Bauduin guiderà due nuove produzioni che riscoprono il repertorio napoletano, Nina o sia La pazza per amore di Paisiello, diretta da Fabio Biondi, e la rara Otto mesi in due ore o sia Gli esiliati in Siberia di Donizetti, diretta da Fabio Mastrangelo, coproduzione con il Donizetti Opera Festival.
Il cartellone vedrà anche il ritorno di due produzioni storiche particolarmente care al pubblico partenopeo: Madama Butterfly per la regia di Ferzan Özpetek e la direzione di Francesco Ivan Ciampa, e Il barbiere di Siviglia firmato da Filippo Crivelli, sul podio Ottavio Dantone. A impreziosire la programmazione, il palcoscenico napoletano accoglierà tre pietre miliari della scena internazionale di altrettanti maestri del teatro mondiale: Pagliacci, nell’allestimento storico di Franco Zeffirelli con la direzione di Daniel Oren; La damnation de Faust di Damiano Michieletto, vincitore del Premio Abbiati come miglior spettacolo del 2017, diretto da Nikolaj Znaider; Peter Grimes di Paul Curran con John Fiore sul podio.
Accanto al repertorio e alle riscoperte, il San Carlo guarda al presente con una nuova commissione al compositore Alessandro Solbiati, chiamato a completare La chute de la maison Usher, opera appena abbozzata da Claude Debussy.
Dopo anni di assenza il San Carlo tornerà a luglio 2027 all’Arena Flegrea con Tosca, nell’allestimento di Edoardo De Angelis.
La stagione sinfonica vedrà per la prima volta sul podio del Teatro di San Carlo una prestigiosa rosa di direttori d'orchestra tra cui Charles Dutoit, Ton Koopman, Bertrand de Billy, Alexander Soddy, Pietari Inkinen, Nikolaj Znaider, Ramón Tebar e Umberto Clerici, a fianco di bacchette già note e apprezzate dal pubblico napoletano quali Hartmut Haenchen, Pinchas Steinberg, Asher Fisch e Lorenzo Passerini. Nel programma sinfonico e da camera assume particolare rilievo la figura di Ludwig van Beethoven nel bicentenario della morte, che ricorrerà nel 2027. L’omaggio si aprirà con l’esecuzione della Nona Sinfonia diretta da Daniel Oren e proseguirà con l’esecuzione di tutti i concerti solistici.
Si rafforza il dialogo con il territorio attraverso la sinergia con le realtà culturali della città e della regione, tra cui il Festival pianistico realizzato in collaborazione con l’Associazione Alessandro Scarlatti. Sul piano della proiezione nazionale e internazionale, la Stagione 2026/2027 segna il ritorno delle tournée: oltre alla tournée di Coro, Orchestra, Corpo di Ballo e maestranze in Giappone nel luglio 2027 con Aida, il Corpo di Ballo sarà impegnato in una serie di appuntamenti a Trieste e Trento, in primavera.
Questa Stagione punta a riaffermare il ruolo del Teatro di San Carlo come luogo di produzione, ricerca e diffusione culturale, capace di coniugare memoria e innovazione, identità territoriale e respiro internazionale.