Parte la Legacy Survey of Space and Time
Parte la Legacy Survey of Space and Time
L'Osservatorio Rubin inizia a catturare il più grande film cosmico mai realizzato. I ricercatori della Federico II impegnati in primo piano al fianco dei colleghi dell’INAF
A fine giugno 2026, l'Osservatorio Vera C. Rubin ha ufficialmente dato inizio alla Legacy Survey of Space and Time (LSST): una rivoluzionaria campagna di monitoraggio decennale per creare il filmato più completo mai prodotto del cielo australe.
Da Cerro Pachón, in Cile, Rubin scansionerà ora l'intero cielo ogni poche notti utilizzando la sua fotocamera da 3.200 megapixel, la più grande fotocamera digitale al mondo. Una nuova immagine dettagliata verrà catturata circa ogni 40 secondi, generando fino a 10 terabyte di dati e fino a 7 milioni di allerte di variazioni di luminosità ogni notte.
I test condotti hanno già dimostrato la straordinaria capacità di scoperta di Rubin: in appena un mese e mezzo, sono stati scoperti più di 11.000 asteroidi precedentemente sconosciuti, tra cui 33 oggetti near-Earth e 380 oggetti transnettuniani.
Nel corso del prossimo decennio, Rubin tornerà in ogni punto del cielo circa 700 volte, fornendo i set di dati profondi e ricchi di informazioni temporali necessari per studiare i fenomeni transitori, gli oggetti del Sistema Solare, l'evoluzione delle galassie e i misteri fondamentali dell'energia e della materia oscura. Alcune regioni del cielo, note come Deep Drilling Fields, riceveranno circa 20.000 visite nel corso dei dieci anni. L'archivio finale, miliardi di oggetti con trilioni di misurazioni, verrà rilasciato alla comunità mondiale, aprendo opportunità di scoperta senza precedenti sia per i ricercatori professionisti che per il pubblico.
L'Italia è fortemente impegnata in questa iniziativa internazionale attraverso il programma Rubin-LSST Italy, guidato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica. All’interno di questa iniziativa, i ricercatori del Dipartimento di Fisica “Ettore Pancini” della Federico II contribuiscono con ruoli di rilievo scientifico e teconolgico: il professore Massimo Brescia è il coordinatore nazionale della partecipazione italiana a LSST, mentre i professori Maurizio Paolillo (Federico II) e Nicola Napolitano (SSM/Federico II) coordinano e partecipano rispettivamente a progetti scientifici “in-kind” che garantiscono la partecipazione italiana a LSST, attraverso l’uso di telescopi Italiani, come il VST costruito proprio a Napoli.
Per informazioni in tempo reale sullo stato di LSST, visitare: https://rubinobservatory.org/