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Melanoma, il vaccino a mRNA che "istruisce" il sistema immunitario a distruggere il cancro

È solo l'inizio di una rivoluzione, spiega lo scienziato federiciano Paolo Ascierto ordinario di oncologia

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Con il vaccino a mRNA entriamo in una nuova era dell'oncologia: non somministriamo più una cura generica, ma riprogrammiamo il sistema immunitario per cacciare e distruggere il cancro nell'impronta unica di ogni singolo paziente”. Lo afferma con entusiasmo Paolo Ascierto, professore ordinario di Oncologia all'Università degli Studi di Napoli Federico II, coordinatore dello studio per l'Italia e membro dello steering committee internazionale, il primo scienziato ad aver somministrato questo vaccino terapeutico in Italia all'Istituto Tumori Pascale di Napoli. Ascierto illustra la portata storica dei risultati di Fase 3 ottenuti dalla combinazione tra la tecnologia a mRNA e l'immunoterapia.

Nell'analisi ad interim abbiamo registrato risultati straordinari sia per la sopravvivenza libera da recidiva sia per quella libera da metastasi a distanza. Una vera e propria pepita d'oro: evitare che il tumore si diffonda ad altri organi è uno snodo cruciale, estremamente vicino al traguardo più ambito di tutti, l'Overall Survival, la sopravvivenza globale del paziente”. E chiarisce: “Non parliamo di un vaccino preventivo per persone sane, ma di un trattamento terapeutico post-chirurgico. Sequenziando il tessuto tumorale del singolo paziente, l'intelligenza artificiale seleziona con precisione chirurgica i 34 neoantigeni più capaci di scatenare la risposta immunitaria. Creiamo così un farmaco a mRNA "su misura" che, somministrato insieme all'immunoterapia, istruisce le nostre difese ad eliminare ogni cellula tumorale residua”.

La sperimentazione riguarda, infatti, persone ad alto rischio che hanno già affrontato l'asportazione chirurgica del melanoma. “Parliamo degli stadi 2b, 2c, 3 e persino dei pazienti in stadio IV a cui le lesioni sono state interamente rimosse. Intervenire quando il tumore visibile non c'è più significa fare pulizia profonda di qualsiasi traccia invisibile rimasta in circolo – aggiunge il professore Ascierto, e continua - È un risultato eccezionale che migliora l'immunoterapia e diventerà il nuovo standard di cura. Ma la vera forza è che questo meccanismo è traslabile su altri tumori, come polmone, rene, vescica e pancreas. La sfida futura sarà ottimizzare la filiera produttiva - che oggi richiede circa sei settimane tra biopsia, algoritmi di IA e sintesi dell'mRNA - per ridurre tempi e costi, garantendo l'accesso e la sostenibilità per i sistemi sanitari”.

In questo traguardo mondiale la ricerca scientifica italiana ha giocato un ruolo da protagonista assoluta. “L'Italia è stata la nazione che ha arruolato il maggior numero di pazienti in assoluto in tutto lo studio – sottolinea Paolo Ascierto -. Oltre al mio lavoro nello steering committee, sono orgoglioso dell'eccellenza dimostrata dal nostro Paese».

Commentando l'annuncio di Moderna e Merck sui risultati di Fase 3 del vaccino sperimentale contro il melanoma, il Professore ha aggiunto che in Italia la platea di pazienti candidabili, una volta ottenute le autorizzazioni di Fda, Ema e Aifa, potrebbe aggirarsi intorno alle 3mila persone e ha spiegato che si tratta solo dell'inizio di una rivoluzione più ampia: sono infatti in corso diverse sperimentazioni di vaccini mRNA anti-tumore per altre neoplasie, come polmone e rene, mentre sul pancreas si sta aprendo un campo di ricerca particolarmente interessante. I dati completi, ha precisato, saranno presentati a breve in un convegno scientifico.


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