Con "Hypersphere" il primo premio Pavilion Competition al team della Federico II
Con "Hypersphere" il primo premio Pavilion Competition al team della Federico II
Quando la ricerca diventa architettura. Iniziativa promossa dalla International Association for Shell & Spatial Structures – IASS
Un progetto nato dalla ricerca, capace però di uscire dai confini dell'università e trasformarsi in una struttura reale, da costruire, attraversare e osservare. È Hypersphere, il padiglione progettato dal gruppo composto dal professore Francesco Marmo, dal dottore Davide Pellecchia, del Dipartimento di Strutture per l'Ingegneria e l'Architettura, e dalla dottoranda Eleonora Orefice, che ha ricevuto il primo premio internazionale del Pavilion Competition promosso dalla International Association for Shell and Spatial Structures (IASS), nell'ambito del simposio annuale che quest'anno si è svolto a Torino.
Il riconoscimento arriva da una comunità scientifica internazionale che da oltre sessant'anni rappresenta uno dei principali punti di riferimento per lo studio delle strutture a guscio e delle strutture spaziali. Nel corso del tempo è diventata un luogo di incontro tra mondi diversi, riunendo ricercatori, ingegneri, architetti, designer e professionisti intorno a una domanda che conserva ancora oggi tutta la sua attualità: come progettare strutture sempre più efficienti, leggere e sostenibili senza rinunciare alla qualità dello spazio e dell'architettura.
È proprio all'interno di questa cultura della ricerca applicata che si colloca il Pavilion Competition, una competizione che porta le idee sviluppate attraverso modelli matematici, strumenti computazionali e sperimentazione progettuale nel mondo fisico. Il concorso non si limita infatti alla presentazione di un progetto sulla carta: i team partecipanti sono chiamati a confrontarsi con la realizzazione di padiglioni temporanei in scala reale, mettendo alla prova le proprie intuizioni nella costruzione e nel montaggio. La competizione fa parte delle attività IASS dedicate all'esplorazione di pavilioni innovativi e alla collaborazione tra mondo accademico, progettazione e industria. Nel 2026 si è svolta proprio a Torino, all'interno del simposio annuale IASS-IWSS.
In questo contesto, Hypersphere propone una riflessione particolarmente interessante sul rapporto tra geometria, comportamento strutturale e forma architettonica. L'idea alla base del progetto è tanto semplice nella sua premessa quanto ampia nelle sue possibilità: partire da un unico insieme composto da cinque moduli identici e utilizzarlo per generare una straordinaria varietà di configurazioni spaziali.
Il risultato è un sistema capace di produrre 24.000 configurazioni possibili, ciascuna caratterizzata da un differente equilibrio tra geometria, meccanica ed espressione architettonica. La forma, quindi, non viene concepita come un'immagine prestabilita alla quale la struttura deve semplicemente adattarsi, ma come il risultato di un processo in cui le diverse componenti del progetto dialogano continuamente tra loro.