Nuovo processore a 64 qubit per il computer della Federico II Partenope
Nuovo processore a 64 qubit per il computer della Federico II Partenope
Il potenziamento conferma Napoli e l'Ateneo capitale del calcolo quantistico superconduttivo
Napoli rafforza il proprio ruolo nel campo della computazione quantistica con il potenziamento di Partenope, il primo computer quantistico pubblico italiano basato su tecnologia superconduttiva, sviluppato presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dopo l’inaugurazione nella primavera del 2024, il sistema entra ora in una nuova fase grazie all’installazione di un processore più avanzato che porta il numero di qubit da 25 a 64, aumentando in modo significativo la potenza e le possibilità di ricerca.
Il calcolatore è stato realizzato dal gruppo di Tecnologie Quantistiche Superconduttive dell’Ateneo federiciano ed è finanziato dal Centro Nazionale di Ricerca in HPC, Big Data e Quantum Computing (ICSC), nell’ambito delle iniziative sostenute dal Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso il PNRR. L’infrastruttura rappresenta oggi una piattaforma aperta a ricercatori e imprese per lo sviluppo di algoritmi quantistici, nuove applicazioni e percorsi di formazione altamente specializzati.
Con il nuovo processore installato a febbraio 2026, partirà una fase di test per verificare il funzionamento dei 64 qubit che compongono il sistema. L’aumento delle unità di informazione quantistica permetterà di sperimentare algoritmi più complessi e di lavorare su uno dei principali obiettivi della ricerca nel settore: rendere il calcolo quantistico più stabile e tollerante agli errori, un passaggio fondamentale per la futura diffusione su larga scala di questa tecnologia.
Il potenziamento di Partenope consolida anche il ruolo del Quantum Computing Center della Federico II, che negli ultimi anni ha attratto un ecosistema di collaborazioni accademiche e industriali. L’infrastruttura consentirà di esplorare nuove soluzioni di integrazione tra architetture di calcolo classiche e quantistiche, un approccio considerato cruciale per accelerare lo sviluppo di applicazioni reali.
La tecnologia su cui si basa il sistema, quella dei computer quantistici superconduttivi, sfrutta effetti quantistici osservabili su scala macroscopica e presenta alcuni vantaggi pratici rispetto ad altre piattaforme hardware. I circuiti utilizzati sono infatti simili, per molti aspetti, a quelli della computazione classica e possono essere riconfigurati più facilmente, offrendo nuove possibilità di sviluppo e integrazione con sistemi di calcolo ad alte prestazioni.
Nonostante i grandi progressi compiuti nell’ultimo decennio, la computazione quantistica resta ancora una tecnologia emergente. Le sfide principali riguardano la stabilità dei qubit, la gestione degli errori e la capacità di mantenere la coerenza delle informazioni quantistiche. Proprio per affrontare questi limiti la comunità scientifica internazionale sta lavorando allo sviluppo di nuove architetture e infrastrutture.
In questo contesto, l’Italia punta a giocare un ruolo di primo piano grazie alle attività coordinate dal Centro Nazionale ICSC, che promuove lo sviluppo di hardware, software e middleware per il calcolo quantistico e l’integrazione con sistemi di supercalcolo. Accanto all’infrastruttura superconduttiva di Napoli, sono infatti in fase di sviluppo altre piattaforme presso università italiane basate su tecnologie diverse, come fotoni, atomi freddi e ioni intrappolati.
Il traguardo ottenuto da parte del Centro di Tecnologie Quantistiche Superconduttive con il potenziamento di Partenope, oltre a garantire un riferimento per la ricerca interdisciplinare di frontiera su temi di computazione, comunicazione e sensoristica quantistiche, e un polo di attrazione per aziende italiane ed internazionali, rappresenteranno una formidabile opportunità di alta formazione per creare in Italia la futura generazione di esperti in grado di gestire la transizione tecnologica già in corso.