AlmaLaurea 2026: la Federico II conferma la qualità della formazione e la forza dell’occupazione
AlmaLaurea 2026: la Federico II conferma la qualità della formazione e la forza dell’occupazione
Quasi il 90% dei laureati soddisfatto dell’esperienza universitaria. A cinque anni dal titolo lavora il 93% dei laureati magistrali
La Federico II si conferma tra gli atenei capaci di coniugare qualità della formazione e risultati occupazionali. È quanto emerge dal Rapporto AlmaLaurea 2026, che ha analizzato il percorso formativo e gli esiti professionali dei laureati dell’Ateneo partenopeo.
Nel 2025 sono stati 12.596 i laureati coinvolti nell’indagine sui percorsi di studio: 6.726 laureati triennali, 4.376 magistrali biennali e 1.494 magistrali a ciclo unico. Il quadro restituisce un Ateneo caratterizzato da una forte prevalenza di studenti provenienti da percorsi liceali, da una crescente attenzione alle esperienze professionalizzanti e da un elevato livello di soddisfazione per il percorso universitario.
Quasi nove laureati su dieci (89,7%) esprimono infatti un giudizio positivo sull’esperienza complessiva vissuta alla Federico II. L’85,2% apprezza il rapporto con i docenti, mentre oltre l’82% valuta positivamente le attività didattiche. Un dato particolarmente significativo riguarda la fedeltà all’Ateneo: il 75,3% dei laureati sceglierebbe nuovamente lo stesso corso nella stessa università.
L’esperienza formativa si arricchisce attraverso attività pratiche e opportunità di crescita internazionale. Il 43,1% dei laureati ha svolto un tirocinio curriculare riconosciuto dal proprio corso di studi, mentre l’8% ha partecipato a programmi di mobilità internazionale. Inoltre, il 62,1% degli studenti ha affiancato allo studio un’attività lavorativa, segno di una crescente integrazione tra formazione universitaria e mondo del lavoro.
Positivi anche gli indicatori relativi alla riuscita negli studi. L’età media alla laurea è pari a 25,4 anni, mentre il voto medio raggiunge 104,5 su 110. Circa la metà dei laureati conclude il percorso nei tempi previsti.
Sul versante occupazionale, il Rapporto evidenzia come la maggioranza dei laureati triennali scelga di proseguire gli studi con una laurea magistrale. Tra coloro che decidono invece di entrare direttamente nel mercato del lavoro, il tasso di occupazione a un anno dal conseguimento del titolo raggiunge il 73,4%, con una retribuzione media netta di 1.393 euro al mese. Oltre due terzi degli occupati ritengono che la laurea sia efficace per l’attività professionale svolta.
Ancora più rilevanti i risultati dei laureati di secondo livello. A un anno dal conseguimento del titolo il tasso di occupazione è pari al 77,3%, mentre a cinque anni sale al 93%, confermando la forte spendibilità delle competenze acquisite durante il percorso universitario. Cresce anche la stabilità professionale: oltre il 58% degli occupati a cinque anni può contare su un contratto a tempo indeterminato. Nello stesso periodo la retribuzione media raggiunge i 1.865 euro netti mensili.
La corrispondenza tra studi svolti e attività lavorativa rappresenta un ulteriore elemento di rilievo. Più di tre occupati su quattro, a cinque anni dalla laurea, considerano il titolo conseguito efficace o molto efficace per il proprio lavoro, mentre oltre il 60% dichiara di utilizzare in misura elevata le competenze maturate durante gli studi.