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Cotonella e Fondazione Umberto Veronesi ETS: alla federiciana Antonella Miglione una borsa di ricerca

Per un progetto che punta a sviluppare un biosensore su carta capace di monitorare in tempo reale l’efficacia di specifiche terapie oncologiche, rendendo il percorso di cura più rapido e personalizzato

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Dal 2019 Cotonella sceglie di essere parte attiva del percorso di Fondazione Umberto Veronesi ETS, sostenendo la ricerca scientifica e contribuendo concretamente a costruire un futuro in cui la salute delle donne possa essere sempre più tutelata attraverso prevenzione, innovazione e cure personalizzate.

Anche nel 2026 questo legame si rinnova con la partecipazione alla Cerimonia dedicata ai finanziamenti alla ricerca, l'appuntamento annuale che celebra l'eccellenza scientifica e dà avvio a nuovi progetti grazie all'assegnazione delle borse di ricerca.

Quest'anno la nota azienda di intimo Cotonella è al fianco della dottoressa Antonella Miglione, ricercatrice presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, sostenendo il suo progetto “Biosensori per microRNA associati alla terapia nel cancro al seno”.

Nata a Napoli nel 1996, Antonella Miglione si è laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, dove ha successivamente conseguito il PhD in Scienza del Farmaco. Il suo lavoro nasce da una sfida tanto complessa quanto importante: rendere più rapido e personalizzato il percorso di cura delle donne colpite da tumore al seno metastatico HER2-negativo.

Questo tipo di tumore rappresenta una delle forme più complesse di tumore della mammella. In questi casi, la risposta ai trattamenti può variare significativamente da persona a persona, rendendo particolarmente importante poter comprendere il prima possibile se una determinata terapia sia realmente efficace.

È proprio su questo punto che si concentra il progetto della dottoressa Miglione.

L'obiettivo è sviluppare un biosensore su carta, semplice, economico e facilmente utilizzabile, in grado di rilevare direttamente nel sangue la presenza di specifici microRNA, piccole molecole di RNA che possono fornire informazioni preziose sulla risposta dell'organismo ai farmaci chemioterapici.

Attraverso reazioni biologiche, il sensore potrebbe consentire di monitorare in modo rapido l'efficacia della terapia, offrendo ai medici informazioni utili per valutare il percorso di cura e, in prospettiva, adattarlo alle esigenze della singola paziente.

Si tratta di un approccio che guarda a una medicina sempre più personalizzata: conoscere tempestivamente la risposta a un trattamento significa infatti poter intervenire con maggiore consapevolezza, evitando, quando possibile, di proseguire terapie che non stanno dando i risultati attesi.

Ma l'ambizione della ricerca va oltre il tumore al seno. In futuro, una tecnologia di questo tipo potrebbe trovare applicazione anche nel monitoraggio di altre patologie oncologiche, aprendo nuove possibilità per una diagnosi e un controllo delle terapie sempre più tempestivi.

 


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