Personale Tecnico Amministrativo

Pensioni / Sistema retributivo / Il calcolo retributivo

Requisiti

Destinatari del sistema di calcolo retributivo sono i lavoratori che alla data del 31.12.95 possono vantare un'anzianità contributiva di almeno 18 anni.
Ai fini del computo della predetta anzianità vanno calcolati tutti i periodi e servizi comunque utili a pensione, compresi quelli riscattati o ricongiunti considerati in relazione al periodo temporale al quale si riferiscono indipendentemente dalla data di presentazione della relativa domanda, anche se successiva al 31.12.95.
Occorre evidenziare che per i soggetti che al 31.12.1992 possono far valere un'anzianità pari o superiore ad anni 40, il trattamento pensionistico sarà determinato secondo le norme in vigore al 31 dicembre 1992.

Sistema di calcolo

La misura della pensione è pari all'1,80% (aliquota di rendimento) della retribuzione annua pensionabile (quota A) o della retribuzione media pensionabile (quota B) per ogni anno di anzianità successivo al 15° con un massimo dell'80% dopo 40 anni di contribuzione. (v. tabelle - aliquote di rendimento)
La somma degli importi della quota A e della quota B costituirà la misura del trattamento pensionistico annuo lordo spettante al dipendente.

Quota "A"

Pensione calcolata secondo la normativa in vigore al 31 dicembre 1992 in base agli anni di servizio maturati alla predetta data ma considerando la retribuzione annua lorda percepita alla data di cessazione.
Tale retribuzione è così costituita:
Quota "A" personale non docente
  • Personale tecnico-amministrativo
    • stipendio a.l. tabellare comprensivo di RIA, nonché dell'indennità di Ateneo per il solo personale appartenente alla categoria EP (ex IX, I° e II° ruolo speciale)
    • Maggiorazione del 18% dello stipendio a.l.
    • Indennità integrativa speciale
    • Indennità di posizione (dal 9.8.2000) per il personale appartenente alla categoria EP
    • Indennità a.l. ex L.200 per il personale afferente all'Azienda Policlinico
    • Indennità di esclusività dall'1.1.2000 per il personale afferente all'Azienda Policlinico
  • Personale dirigente
    • CCNL 1998-2001
      I° biennio economico
      • stipendio a.l. tabellare comprensivo di RIA
      • Maggiorazione del 18% dello stipendio a.l.
      • Indennità integrativa speciale
      • Retribuzione di posizione nella sua componente fissa e variabile
    • II° biennio economico
      • a) stipendio a.l. tabellare di € 36.151,98 (£ 70.000.000)
      • b) RIA
      • c) Retribuzione di posizione parte fissa € 8.779,77 (£ 17.000.000) e variabile fino ad un massimo di € 42.349,47 (£ 82.000.000)
      • Maggiorazione del 18% della retribuzione di cui alle lettere a) b)

      • Lo stipendio tabellare (lettera a) assorbe l'indennità integrativa speciale

Personale docente e ricercatore con regime di impegno a tempo definito

  • stipendio a.l. tabellare comprensivo delle quote mensili di cui all'art.161 della L.312/80
  • maggiorazione del 18% dello stipendio a.l.
  • Indennità integrativa speciale
  • Indennità a.l. ex L.213 e dall'1.1.2001 indennità di esclusività per il personale afferente all'Azienda Policlinico
L'importo così ottenuto si chiamerà base pensionabile e verrà moltiplicata per l'aliquota di rendimento relativa all'anzianità di servizio posseduta dal dipendente alla data del 31 dicembre 1992.

Quota "A" personale docente e ricercatore a tempo pieno

Normativa previgente
Il primo comma dell'art.40 del D.P.R. 382/80 aveva stabilito che, a decorrere dall'1.11.1981, data di entrata in vigore della disciplina sul tempo pieno e tempo definito, per il personale appartenente alle due fasce del ruolo dei professori universitari (ordinari ed associati) a tempo pieno "la base pensionabile è determinata dallo stipendio spettante nella progressione economica prevista per il regime di impegno a tempo definito aumentato dalla differenza tra lo stipendio previsto per il regime a tempo pieno e quello corrispondente al regime a tempo definito, moltiplicata per il numero degli anni prestati dal professore con regime a tempo pieno e divisa per il numero degli anni di effettivo servizio prestati dallo stesso nella carriera di appartenenza".
Il legislatore, al quinto comma dello stesso art.40, aveva poi dettato una disciplina transitoria per il personale già in servizio al 1.11.1981, individuando "come carriera di appartenenza gli anni di servizio prestati successivamente al 1.11.1961 e come anni di servizio prestati con regime a tempo pieno quelli successivi alla predetta data, durante i quali il docente aveva usufruito dell'indennità di ricerca scientifica di cui all'art.22 della L.26.1.62 n.16, nella misura intera, o dell'assegno speciale di cui all'art.12 della L.30.11.73 n.766".
Successivamente la L.22.4.87 n.158 ha previsto, con decorrenza dall'1.11.87, anche per il personale ricercatore e per gli assistenti universitari del ruolo ad esaurimento la facoltà di optare tra il regime di impegno a tempo definito e quello a tempo pieno, estendendo nei loro confronti le modalità di calcolo di cui all'art.40 citato.
Formula relativa all'applicazione dell'art.40:
$ tempo definito + ($ tempo pieno - $ tempo defin.) x anni tempo pieno/anni nella carriera di appartenenza

Quota "A" di pensione e applicazione art. 40

Normativa vigente
La quota "A" di pensione deve essere determinata in relazione allo stipendio pensionabile percepito alla data di cessazione dal servizio e secondo le norme in vigore alla data del 31.12.92.
Pertanto, dovendo calcolare per il personale docente a tempo pieno la retribuzione pensionabile alla data della cessazione, si ritiene corretto prendere in considerazione, ai fini dell'applicazione dell'art.40, l'ultimo stipendio a tempo pieno e il virtuale corrispettivo a tempo definito (comprensivi delle quote mensili di cui all'art.161 della L.312/80 e degli eventuali benefici di cui all'art.2 della L.336/70) nonché l'anzianità nella carriera di appartenenza e quella inerente al servizio svolto con regime di impegno a tempo pieno determinate sempre alla cessazione.
Lo stesso procedimento dovrà essere eseguito per ottenere l'importo dell'indennità integrativa speciale (circolare INPDAP n.16 del 5.2.2002 pervenuta tramite nota del MIUR assunta al protocollo di questa Amm.ne n.16667 del 25.3.2002), la quale non dovrà essere incrementata del 18%.
L'eventuale indennità ospedaliera di cui all'art.31 del D.P.R.761/79 (ex L.213/71) e dal 1° gennaio 2000 l'indennità di esclusività, vanno considerate in quota A nella misura corrisposta alla data di cessazione dal servizio e non devono essere incrementate del 18%.
La base pensionabile così ottenuta viene moltiplicata per la percentuale (aliquota di rendimento) relativa all'anzianità posseduta fino alla data del 31.12.1992, ottenendo la prima quota di pensione (quota "A")

Quota "B"

pensione corrispondente alle anzianità acquisite dal 1° gennaio 1993 alla data di risoluzione del rapporto di lavoro, calcolata in base alla media degli stipendi percepiti in un determinato "periodo di riferimento".
Per definire il periodo di riferimento si calcola il 50% del numero dei mesi intercorrenti tra il 1° gennaio 1993 e il 31 dicembre 1995 e il 66,6% del numero dei mesi intercorrenti tra il 1° gennaio 1996 e la data di decorrenza della pensione.
Per individuare le retribuzioni annue lorde pensionabili occorre andare a ritroso nel tempo, partendo dalla data di decorrenza della pensione, fino a coprire l'intero periodo come sopra calcolato ed effettuare la media annua delle retribuzioni percepite nel periodo stesso.
Per ogni anno e per ogni variazione stipendiale indicare
  • Personale tecnico-amministrativo
    • stipendio a.l. tabellare comprensivo di RIA, nonché dell'indennità di Ateneo per il solo personale appartenente alla categoria EP (ex IX, I° e II° ruolo speciale)
    • Maggiorazione del 18% dello stipendio a.l. (o compensi accessori dal 1.1.96, se di importo più elevato)
    • Indennità integrativa speciale
    • Indennità di posizione (dal 9.8.2000) per il personale appartenente alla categoria EP
    • Indennità a.l. ex L.200
    • Indennità di esclusività dall'1.1.2000 per il personale afferente all'Azienda Policlinico
  • Personale dirigente - CCNL 1998-2001 - I° biennio economico
    • Stipendio a.l. tabellare comprensivo di RIA
    • Maggiorazione del 18% dello stipendio a.l. (o compensi accessori dal 1.1.96, se di importo più elevato - rientra tra i compensi accessori la retribuzione di risultato)
    • Indennità integrativa speciale
    • Retribuzione di posizione nella sua componente fissa e variabile
  • Personale dirigente - CCNL 1998-2001 - II° biennio economico
    • d) stipendio a.l. tabellare di € 36.151,98 (£ 70.000.000)
    • e) RIA
    • f) Retribuzione di posizione parte fissa € 8.779,77 (£ 17.000.000) e variabile fino ad un massimo di € 42.349,47 (£ 82.000.000)
    • Maggiorazione del 18% della retribuzione di cui alle lettere a) b)
    Lo stipendio tabellare (lettera a) assorbe l'indennità integrativa speciale
  • Personale docente e ricercatore - tempo pieno e tempo definito
    • Stipendio a.l. tabellare
    • Maggiorazione del 18% di tale importo (o compensi accessori dal 1.1.96, se di importo più elevato - rientra nei compensi accessori l'assegno aggiuntivo corrisposto ai docenti a tempo pieno)
    • Indennità integrativa speciale
    • Eventuale indennità ospedaliera ex L.213/71 e dal 1° gennaio 2000 l'indennità di esclusività per il personale afferente all'Azienda Policlinico
E' opportuno chiarire che i compensi accessori (ad esempio il compenso per lavoro straordinario, il premio di incentivazione o l'assegno aggiuntivo per il personale docente e ricercatore a tempo pieno) concorrono alla determinazione della retribuzione media pensionabile (quota B) nel solo caso superino l'importo dell'aumento del 18% e solo in alternativa a quest'ultimo.
Nel caso che il periodo di servizio non copra l'intero anno solare l'importo dei compensi accessori percepiti dovrà essere suddiviso per i mesi lavorativi prestati e successivamente rapportato ad un valore annuo.
Si precisa che anche l'indennità sostitutiva del preavviso è da ricomprendersi tra i compensi accessori utili alla determinazione del calcolo della pensione con il sistema retributivo, misto o contributivo, in quanto soggetta a contribuzione ai fini pensionistici (nota INPDAP del 19.7.2001).
Le retribuzioni più remote, con esclusione pertanto di quelle dell'anno di decorrenza della pensione e quelle dell'anno immediatamente precedente, vengono rivalutate sulla base della variazione degli indici Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di impiegati ed operai, con un aumento di un punto percentuale per ogni anno solare preso in considerazione.

Coefficienti Istat per pensioni aventi decorrenza anno 2003:

Retribuzione dell'anno Coefficiente di rivalutazione
2003 non viene rivalutata
2002 non viene rivalutata
2001 1,0345
2000 1,0371
1999 1,1111
1998 1,1395
1997 1,1712
1996 1,2028
1995 1,2615
1994 1,3415
1993 1,4072
Si calcolerà la retribuzione media annua lorda pensionabile che verrà moltiplicata per l'aliquota di rendimento relativa all'anzianità di servizio posseduta dal dipendente dal 1° gennaio 1993 alla data di risoluzione del rapporto di lavoro.

Applicazione degli aumenti stipendiali figurativi

In tutti i casi in cui occorra porre in essere disposizioni che comportano aumenti di retribuzione da considerare ai fini pensionistici i quali non sono stati effettivamente percepiti durante l'attività lavorativa (art.2 L.336/70, quote mensili di cui all'art.161 della L.312/80, aumenti stipendiali da attribuire al personale cessato nel periodo di vigenza contrattuale dalle decorrenze indicate, ecc.), tali aumenti figurativi vanno ad incrementare, ai fini del calcolo della quota "B" della pensione, esclusivamente l'ultima retribuzione mensile spettante all'atto della cessazione dal servizio, la quale, unitamente alle altre retribuzioni mensili effettivamente percepite durante l'attività lavorativa dal 1° gennaio 1993, concorrono a determinare la retribuzione media del periodo di riferimento.
Per la determinazione della quota "A" della pensione, i predetti aumenti vanno aggiunti in valore assoluto all'ultimo stipendio annuo lordo percepito all'atto della cessazione dal servizio.

Riduzione aliquote di rendimento

La somma degli importi della quota A e della quota B potrebbe non costituire ancora la misura del trattamento pensionistico.
Infatti, se lo stipendio medio annuo lordo della quota B supera il limite massimo di retribuzione pensionabile previsto nell'assicurazione generale obbligatoria per l'anno di decorrenza della pensione, si dovranno operare delle riduzioni delle aliquote di rendimento.
Pertanto si procederà:
  • per le anzianità fino al 31.12.97 alla riduzione dell'aliquota applicando il coefficiente 0,45 sulle quote di retribuzione eccedenti il limite del tetto stabilito per l'anno di decorrenza della pensione (per l'anno 2003 € 70.224,00 (£ 135.972.624);
  • per le anzianità dal 1.1.98 all'applicazione di aliquote ridotte sulle quote di retribuzione media pensionabile (quota B) superiori a determinati importi previsti per l'anno di decorrenza della pensione:
    importi per l'anno 2003 e relative aliquote di riduzione
    • fino a € 36.960,00 (£ 71.564.539) 1,80%
    • fino a € 49.156,80 (£ 95.180.837) 1,60%
    • fino a € 61.353,60 (£ 118.797.135) 1,35%
    • fino a € 70.224,00 (£ 135.972.624) 1,10%
    • Oltre € 70.224,00 (£ 135.972.624) 0,90%
Infine sommando la quota "A" alla quota "B" così determinata, si otterrà il trattamento pensionistico annuo lordo spettante al dipendente.

Integrazione al minimo

Alle pensioni liquidate per morte, per limiti di età o per dispensa per totale inabilità a proficuo lavoro si applica la disciplina prevista per il trattamento minimo delle pensioni a carico dell'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti al verificarsi però di specifiche condizioni reddituali:
  • il reddito personale del pensionato è pari a due volte il trattamento minimo di pensione previsto nell'AGO
  • quello del coniuge (cumulato con quello personale del pensionato) è pari a quattro volte la misura la misura della pensione minima in vigore al primo gennaio di ogni anno tenuto conto anche della 13^ mensilità
Nei redditi non devono essere compresi:
  • i redditi esenti da Irpef;
  • i trattamenti di fine lavoro;
  • il reddito della casa di abitazione;
  • la pensione stessa da integrare al minimo;
  • arretrati soggetti a tassazione separata.