"BullyBuster", la Federico II contro bullismo e cyberbullismo

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L'Università degli Studi di Napoli Federico II, insieme alle università di Bari, Cagliari e Foggia, contro bullismo e cyberbullismo.

Lo scopo è sconfiggere questa grave piaga sociale, diffusa nelle scuole ed al di fuori di esse. Il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca - MIUR - ha, infatti, deciso di finanziare l'ambizioso progetto intitolato "BullyBuster - A framework for bullying and cyberbullying action detection by computer vision and artificial intelligence methods and algorithms" nell'ambito del bando relativo ai Progetti di Rilevante Interesse Nazionale - PRIN. "Bullybuster", ovvero l'"acchiappabulli" sarà un avanzato programma basato sull'intelligenza artificiale, in grado di vedere se in una piazza, una via o una stanza, oppure durante una comunicazione sui social o al cellulare si stanno compiendo azioni prepotenti e violente, minacce o ingiurie.

L'acchiappabulli sarà in grado di segnalare se è in corso un atto di bullismo ovunque esso sia compiuto, nella realtà reale o in quella virtuale, permettere agli aggressori di controllare i toni e le azioni, proteggere le vittime ed allertare le forze dell'ordine di un pericolo imminente. I ricercatori di quattro università del sud e isole formano altrettanti gruppi di ricerca, non solo specializzati nell'ambito tecnologico e dell'intelligenza artificiale, ma anche giuridico e psicologico. I bulli saranno delineati nei loro comportamenti dagli psicologi, le azioni da intraprendere nei loro confronti rese possibili grazie ai giuristi che si confronteranno con le leggi in vigore ed infine il bullybuster realizzato grazie all'apporto congiunto con essi ed i tecnologi.

I responsabili scientifici delle quattro unità sono i professori Carlo Sansone, Federico II, capofila, Donatella Curtotti, Foggia, Donato Impedovo, Bari, e Gian Luca Marcialis, Cagliari.

Grazie a questo lavoro, l'Italia disporrà del primo strumento reale per combattere il bullismo, ovvero uno strumento pensato per le famiglie, gli studenti, le scuole e le forze dell'ordine.

Tutti e quattro i gruppi di ricerca hanno ottenuto il massimo finanziamento ammissibile dal MIUR. 


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